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il profilo del latitante

Ecco chi è Concetto Bonaccorsi
Il "pedigree" criminale del boss


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Il "Carateddu" è uno dei più pericolosi boss della criminalità di Catania. Efferato e vendicativo killer.

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CATANIA - Concetto Bonaccorsi, insieme al fratello Ignazio, è il "capo bastone" della frangia armata del clan Cappello. Un uomo capace di uccidere anche per futili motivi, come il furto della sua auto. Una testa calda il boss che ieri nel primo pomeriggio è stato catturato Squadra Mobile di Catania nelle campagne toscane dopo sette mesi di latitanza. "U Carateddu" non era tornato in carcere a Secondigliano dopo un permesso premio. Una situazione che ha già scatenato una serie di polemiche anche da parte delle associazioni antiracket come Addio Pizzo Catania.

La foto storica di Bonaccorsi



Ma torniamo al latitante. Concetto Bonaccorsi ha un pedigree criminale di altissimo profilo.  E' stato arrestato l'11 luglio nel 1991. Un giorno indimenticabile per il boss perché è la data del suo matrimonio al Comune di Valverde. Si era sposato con l'attuale moglie con cui stava trascorrendo la latitanza. I poliziotti lo hanno arrestato dopo che ha messo la fede al dito: invece della luna di miele un viaggio verso una cella. Bonaccorsi  "era ricercato perché il 21 febbraio, pochi mesi prima, aveva assassinato nel torinese due ladri d'auto colpevoli di avergli rubato qualche giorno prima una Fiat Uno turbo". I cadaveri dei due giovani vennero trovati in una discarica di Robassomero, sempre nel torinese, con le pallottole conficcate in testa.

Pochi anni dopo, nel febbraio 1993, Concetto Bonaccorsi riuscì a sfuggire alla cattura nel blitz Pegaso che portò all'arresto di 79 esponenti dei Cursoti. Le accuse erano omicidio ed estorsione.  Ma la fortuna non lo ha assistito il 21 aprile 1993 quando è stato arrestato in flagranza per l'omicidio di Marco De Zorzi commesso a Cassolnovo, nel pavese. L'omicidio è stato commesso all'interno dell'ascensore dello stabile di via Toti al civico 3. Il killer è rimasto bloccato all'interno ed è stato ammanettato senza difficoltà. Per questo delitto nel 1995 la Corte di Assise di Appello di Milano lo ha condannato alla pena di anni 23, mesi 9 e giorni 15 di reclusione.

Nel maggio del 1996 a Concetto Bonaccorsi è arrivato il faldone dell'ordinanza di custodia cautelare dell'inchiesta Cuspide. Fu accusato, insieme a oltre 50 persone, di associazione per delinquere di stampo mafioso, omicidio ed altri reati. Nel 2000 con sentenza della Corte di Assise d’Appello di Catania è stato condannato alla pena dell’ergastolo in ordine ai reati di omicidio e detenzione e porto illegale di armi da fuoco. Reati che sono stati commessi nel 1991.

Concetto Bonaccorsi è stato imputato, insieme a Jimmy Miano, capo dei Cursoti Milanesi ormai deceduto da tempo, e Carmelo Caldariera "Melo mezzalingua” per aver ucciso il 18 gennaio 1991 Angelo Barbera, all’epoca reggente dei Cursoti. Inoltre Bonaccorsi è stato accusato de ferimento di Gaetano Palici e Mario Angiolini, colpiti con fucili mitragliatori (marca Uzi),  a pompa e  una pistola calibro 357. A febbraio del 1997 è stato condannato  dalla Corte di Assise d’Appello di Catania alla pena di 8 anni di carcere per mafia. Nel 2001, la Corte d'Assise di Milano gli ha inflitto una condanna a 30 anni per l'omicidio di Angelo Maccarrone, ucciso il 18 dicembre 1990 a Milano.

Nel 2009 la Squadra Mobile di Catania ha eseguito il blitz antimafia "Revenge" che ha decapitato la cupola e le squadre militari della cosca Carateddi. Concetto Bonaccorsi è stato tra i destinatari dell'ordinanza.

 


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