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Il blitz

Assalti ai negozi d'abbigliamento
Undici arresti della Squadra Mobile


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La gang sarebbe specializzata nel cosiddetto furto con "spaccata". TUTTI I NOMI - I VOLTI - IL VIDEO - LA CRONACA 

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CATANIA - Blitz della sezione Antirapine della Squadra Mobile di Catania. Sono finiti in manette 11 soggetti accusati di furti ai danni di diversi esercizi commerciali, in particolare negozi di abbigliamento e accessori. La gang sarebbe stata specializzata nei colpi con la cosiddetta "spaccata". Un mezzo, la maggior parte delle volte rubato, usato come ariete per sfondare la vetrina del negozio e poi fare irruzione all'interno e fare razzia della merce nel più breve tempo possibile. Prima dell'arrivo delle forze dell'ordine. In alcuni colpi sono state usate delle mazze da lavoro.

Un'indagine articolata che ha portato all'esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare nei confronti delle undici persone (6 in carcere e 5 ai domiciliari) accusate di associazione a delinquere dedita a furti e ricettazione. Ieri nella sede di via Ventimiglia della Squadra Mobile era un via vai di parenti che hanno atteso l'uscita degli indagati per l'ultimo saluto prima del trasferimento in carcere.

I NOMI. Domenico Alessandro Messina, Antonio Castelli, Luciano Tudisco. Salvatore Concetto Vaccalluzzo, Mirko Termini, Santo Antonio Lorenzo Guzzardi (questi 6 sono finiti in carcere). Ai domiciliari sono finiti Santo Alessandro Trentuno, Antony Michael Platania, Salvatore Manganaro, Francesco Agatino Grasso, Giovanni Arena.

L'INCHIESTA - "E' durata un mese l'attività di indagine", afferma il sostituto procuratore Gabriele Fragalà, che con il coordinamento del procuratore Carmelo Zuccaro e del procuratore aggiunto Francesco Puleio, che ha condotto l'inchiesta "Crash" scattata dopo il furto al negozio d'abbigliamento Ultimoda di Corso Italia lo scorso 5 ottobre. A svolgere le serrate indagini la sezione antirapine della Squadra Mobile che ha analizzato frame dopo frame le immagini registrate da diversi impianti di video sorveglianza della zona. Inoltre sono stati svolti controlli incrociati con le celle di aggancio dei cellulari presenti in Corso Italia e in altri luoghi dove si sono svolti i furti con lo stesso metodo. Questo ha permesso di individuare alcuni personaggi sospetti e far partire una particolareggiata attività di intercettazione telefonica che ha permesso di incastrare alcuni componenti della gang. Inoltre sono stati raccolti elementi che proverebbero l'esistenza di un sodalizio criminale specializzato - come detto - nei furti "con spaccata".

GANG ORGANIZZATA. "C'era una precisa attività di controllo sul posto prima dell'azione criminosa", il procuratore aggiunto Francesco Puleio illustra la capacità criminale e organizzativa della gang che pianificavano tutto con il dettaglio. Anche se il luogo da colpire veniva scelto in maniera "estemporanea", spiega il pm Fragala. "Effettuavano un attenta attività di perlustrazione", chiarisce il dirigente Salvatore Montemagno della Squadra Mobile. I componenti della "banda" si tenevano in contatto anche "in modalità teleconferenza e con utenze ‘dedicate’ per coordinarsi efficacemente". Inoltre ognuno aveva ruoli precisi, chi agiva di "vedetta e di controllo del territorio (normalmente affidata ai personaggi di più esperienza e caratura criminale) che dovevano supportare chi materialmente si occupava di depredare i negozi. Tra gli arrestati, per la cronaca, vi è uno degli indagati per la vile aggressione al medico del Vittorio Emanuele il giorno di Capodanno Luciano Tudisco e anche il genero di Sebastiano Lo Giudice, capo storico della frangia dei Cappello Carateddi: "Ma questo non dimostra contiguità con la criminalità organizzata locale". "Per la distribuzione della merce trafugata riuscivano a organizzarsi nel quartiere. Non c'era un ricettatore di esperienza che li supportava", afferma Montemagno. Non a casa durante il blitz sono state trovate delle grucce di alcuni negozi in cui erano avvenuti i furti.

I FURTI COMMESSI. La gang sarebbe responsabile del colpo ai danni del negozio Luflà, di Zafferana Etna messo a segno il 14 ottobre scorso, dell’ottica Angiolucci, commesso a Catania il 19 ottobre, del calzaturificio Mickey di  San Giovanni La Punta del 28 ottobre,  de “La Bottega Di Ennio” di Catania messo a segno il primo novembre, del negozio di abbigliamento “Blu” di San Giovanni La Punta messo a segno il 5 novembre. Gli  stessi sarebbero gli autori dei furti ai danni di Calabrò commesso il 3 ottobre e di Ultimoda Emporio commesso il 4 ottobre, e ancora, quello messo a segno del negozio Blu l'8 ottobre scorso. Sono in corso altre indagini per verificare se il gruppo criminale siano coinvolti in altri colpi in provincia e anche fuori dal territorio etneo.

L'APPELLO DI GUALTIERI. Troppo pochi rispetto ai colpi che si sono susseguiti in poche settimane le segnalazioni dei cittadini. Per questo il Questore Giuseppe Gualtieri ha lanciato un appello ai catanesi di "diventare guardiani". "Questo tipo di furti sono quelli che abbassano il livello della percezione della sicurezza, ma si vince solo facendo squadra", afferma la guida della polizia catanese.


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