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MAFIA

I Cursoti Milanesi alla sbarra
Final blow, pioggia di condanne


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Gli incontri durante la latitanza del capo Carmelo Di Stefano

La sentenza del Gup.

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CATANIA - E' stato il blitz che ha decretato l'azzeramento del clan dei Cursoti Milanesi. Final blow è l'inchiesta della Squadra Mobile e della Dda di Catania che ha fotografato gli affari degli "scissionisti di Jimmy Miano" dal 2009 al 2012 a Catania e in particolare le diverse piazze di spaccio. Avevano market della droga a Corso Indipendenza, Viale Moncada, Via Capo Passero ma anche a San Cristoforo e San Giorgio. Anche se il regno incontrastato dei "Milanesi" è San Berillo Nuovo, come ha documentato il processo Indipendenza in corso a Bicocca.  

Conferenza stampa con il capo della Mobile Salvago e i pm Antonella Barrera e Pasquale Pacifico



Il Gup Francesca Cercone ha condannato alcuni dei personaggi di peso coinvolti nella retata che a gennaio 2015 finirono in gattabuia.Tra i personaggi di rilievo Mario Russo (condannato a 10 anni e 18 mila euro di multa) che per gli inquirenti aveva il ruolo di gestore degli affari a Librino. Un altro personaggio di peso è Nicola Christian Parisi (condanna di 12 anni e 8 mesi), fedelissimo dei due capi famiglia Carmelo (coinvolto nelli'inchiesta) e Francesco Di Stefano. Importanti input investigativi sono stati dati dalle rivelazioni di diversi collaboratori di giustizia, tra questi il killer Michele Musumeci (detto Pamela) condannato a 14 anni di carcere nonostante il riconoscimento dell'attenuante dell'articolo 8 riservata ai collaboratori di giustizia. Ma le defezioni nella cosca dei Milanesi sono state diverse in questi anni Ugo Angrì, Franco Russo, Santo Palazzolo (tutti e tre condannati a 3 anni) e Santo Di Fini (condanna a 17 anni). E' stato assolto Tommaso Tiralongo, personaggio che era emerso in questi mesi per il caso dei funerali del figlio di Bananedda, Eugenio Ruscica. 

A "cristallizzare" in maniera quasi inequivocabile il vincolo associativo le intercettazioni operate dalla polizia, sia video che audio, durante la latitanza dei fratelli Di Stefano. Gli affiliati si riunivano tutti in una villetta, chiamata "capanna", nella zona tra Piedimonte e Giarre. Per "sviare" gli investigatori si utilizzavano degli pseudonimi, Carmelo Di Stefano arrestato dalla polizia mentre si reca in un ristorante alla guida della Bmw nonostante la sua paraplegia, era chiamato "Lorenzo".

Una cosca quella dei Cursoti Milanesi che ha vissuto forti tensioni intestine: soprattutto per la gestione delle piazze di spaccio. Molte le frizioni anche il clan Cappello, il tentato omicidio di Orazio Pardo è la prova di come i Di Stefano erano pronti ad uccidere per regolarizzare i conti.

LE CONDANNE  

Alfio Aiello, Roberto Campisi, Daniele Grasso, Sebastiano Solferino, 6 anni di reclusione

Mario Russo, 10 anni di reclusione e 18 mila euro di multa,

Nicola Christian Parisi, 12 anni e 8 mesi di reclusione

I collaboratori di giustizia Ugo Rosario Angrì, Franco Russo e Santo Palazzolo, tre anni di reclusione

Il collaboratore di giustizia Santo Di Fini, 17 anni di reclusione

Il collaboratore Michele Musumeci, detto Pamela, 14 anni di reclusione

Michele e Vito Giuffrida quattro anni di reclusione e 18 mila euro di multa

Assolto Tommaso Tiralongo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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