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la sentenza

"The end" sul clan Assinnata

Tutte le condanne del Gup


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(Nella foto Turi Assinnata)

Risarcimento al comune di Paternò che si è costituito parte civile.

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CATANIA - Gli Assinnata alla sbarra: si chiude con una pioggia di condanne lo stralcio abbreviato del processo scaturito dall'inchiesta The End dei Carabinieri. Pene pesantissime quelle inflitte dal Gup Alessandro Ricciardolo. Dodici anni di reclusione per Turi Assinnata, figlio dello storico capomafia Domenico della frangia santapaoliana di Paternò e padre di Assinnata jr coinvolto in quell'inchino delle varette durante le celebrazioni di Santa Barbara. L'inchiesta, partita dalla denuncia di un imprenditore, portò a ricostruire l'organigramma di tipo verticistico della cosca e a scoprire la mappa delle estorsioni. Inoltre fu individuata una fiorente attività di spaccio in piazza Purgatorio a Paternò. I proventi illeciti sarebbero confluiti nella cassa del clan, che serviva anche al mantenimento dei detenuti e delle famiglie.

LE CONDANNE- Salvatore Assinnata, dodici anni, Benedetto Beato, sei anni, Daniele Beato, diciotto anni, Angelo Di Fazio, nove anni e otto mesi, Giuseppe Fioretto, tre anni e due mesi in continuazione con altra sentenza, Giuseppe Fusto, undici anni e quattro mesi, Andrea Giacoponello, sei anni e quattro mesi, Mario Leonardi, undici anni e quattro mesi, Salvatore Mannino, dieci anni e otto mesi, Maria Cinzia Pellegriti, sette anni e quattro mesi, Luca Vespucci, diciotto anni. Gli imputati sono stati condannati a risarcire il comune di Paternò che si è costituito parte civile nel processo, il Gup ha determinato una provvisionale di 10 mila euro.

 


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