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sentenza di secondo grado

Accusato di violenza: assolto
La Corte: "Il fatto non sussiste"


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Catania, violenza sessuale, Cronaca

I fatti risalgono all'estate del 2010. A denunciare fu una soldatessa americana.

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CATANIA - Sono serviti sette anni e due gradi di giudizio per arrivare a una sentenza assolutoria piena. Giovanni Battista Squillaci è l'uomo che l'estate del 2010 venne accusato di violenza sessuale nei confronti di una soldatessa statunitense dopo una festa  con fiumi di alcol. La Corte d'Appello di Catania, terza sezione penale, ha assolto l'imputato, difeso dagli avvocati Arduino La Porta e Sergio Chiarenza, con la formula "perché  il fatto non sussiste". Una sentenza che si discosta da quella di primo grado per due elementi, in primis Squillaci il 30 novembre 2012 fu condannato per violenza privata ai danni di un soldato americano che sarebbe intervenuto per difendere la collega. Il secondo punto che differenzia i due verdetti è la formula: in primo grado si stabilì che i fatti non costituivano reato. "In sostanza si sarebbero verificati senza dolo da parte dell'imputato", spiega l'avvocato La Porta. Solo dopo la sentenza di primo grado Squillaci è tornato in libertà, dopo quasi due anni tra carcere e arresti domiciliari.

Quella sera maledetta insieme a Squillaci c'erano i suoi genitori. L'inchiesta si chiuse con una precisa ricostruzione e il caso finì sui giornali locali. La militare denunciò Squillaci oltre che di violenza anche di lesioni nelle parti intime.  Sul letto furono trovate due tracce spermatiche, di cui una intrisa di sangue. Per i Ris di Messina non appartenevano all'imputato. Il processo di secondo grado è scaturito dall'impugnazione sia della Procura che della difesa. A sostenere l'accusa è stata la Pg Sabrina Gambino. Vedremo se ci sarà un ricorso per Cassazione.


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