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Polizia di stato

Traffico di droga
In manette biologo


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arresti, ragusa, Cronaca

Ad insospettire gli agenti lo strano andirivieni che avveniva all'interno di un'azienda agricola nel ragusano

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RAGUSA - La Polizia di Stato ha tratto in arresto Chiaramonte Gulfi, nel ragusano, Calogero Albero Messina, 34 anni, nato a Licata (AG) e il catanese Antonino Fasolo, 27 anni, per traffico di marijuana. I costanti controlli disposti dal Questore Giuseppe Gammino in provincia di Ragusa hanno permesso di ottenere altri importanti risultati al contrasto di ogni fatto illecito ed in particolare a quello del traffico di sostanze stupefacenti.

I fatti risalgono a mercoledì mattina, giornata nella quale gli uomini della Squadra Mobile, delle Unità cinofile di Catania, del commissariato di P.S. di Vittoria e del Reparto Prevenzione Crimine di Catania, nel corso di una operazione di Polizia tendente a prevenire e reprimere il traffico di armi, esplosivi e o materiale esplodente e di sostanze stupefacenti o psicotrope, (stante anche il susseguirsi di segnalazioni di uno starno andirivieni), finalizzata ad accertare o meno che potessero essere consumati reati all’interno dell’azienda agricola gestita da Calogero Alberto Messina, procedevano al controllo.

La perquisizione ha permesso, grazie al cane antidroga “Sky”, di rivenire dapprima 30 grammi nella stanza dove stava ancora dormendo Fasolo e poi, grazie al cane “Vite” gli altri 620 grammi.

Dopo il rinvenimento della prima parte di sostanza stupefacente, i due giovani, peraltro un agronomo ed un biologo, continuavano ad essere particolarmente nervosi, pertanto si decideva di approfondire la ricerca in altre zone dell’azienda agricola con l’aiuto di “Vite”. Dopo pochi minuti, il cane segnalava la presenza di sostanze stupefacenti in una stanza, difatti non appena aperta la porta, il forte odore era inequivocabile. All’interno di una scatola in polistirolo porta vivande c’erano altri 620 grammi che l’agronomo Messina asseriva fossero suoi.

I due giovani sono stati subito condotti in carcere a disposizione dell’autorità Giudiziaria che valuterà le singole responsabilità rispetto al ruolo avuto in ordine al reato di traffico di sostanze stupefacenti.

(Nella foto da sx Messina, Fasolo)

 


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