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Digital Innovation Hub

Lavori alla zona industriale
"Investiti 14 milioni"


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I particolari del protocollo d'intesa siglato ieri a Catania da Confindustria digitale,  Comune di Catania e Confindustria Catania. 

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CATANIA - Una spinta decisa verso innovazione e crescita deve passare dalla digitalizzazione. All'insegna di questo macro obiettivo si è svolta la 11° tappa del roadshow “Industria 4.0” all'interno di Palazzo degli Elefanti. Un appuntamento non solo di approfondimento aperto alle aziende, ma “pratico e operativo” hanno sottolineato il sindaco Enzo Bianco e il vice presidente vicario di Confindustria Catania Antonello Biriaco, poco dopo la firma del protocollo d'intesa siglato insieme a Elio Catania presidente di Confindustria Digitale, quale vero motore d'accensione di questo percorso che sta attraversando lo stivale. 

Pratico e operativo perché tale protocollo porterà l'apertura di un Digital Innovation Hub alla Zona Industriale di Catania che sarà dedicato a tutte le aziende del territorio anche se non iscritte a Confindustria. Un Hub che spiegherà e accompagnerà le aziende che lo sceglieranno nel percorso di digitalizzazione per consolidarsi nel mercato e snellire quei procedimenti che ne impediscono il decollo. Tra questi ‘freni’ rientra, per esempio, il non conoscere quali siano e in che modo si possano utilizzare i benefit fiscali e gli oltre 10 miliardi di euro di investimenti che il governo ha stanziato per l'industria 4.0. E la Sicilia sembra avere tutte le carte in regola per migliorare la sua posizione attuale, come confermano i dati analizzati dall'Osservatorio sull'Innovazione Digitale EY di Confindustria: “Dall’analisi dell’indice di Potenzialità Economica per la Sicilia si registrano alcuni segnali positivi in indicatori che fanno riferimento alla salute dei cittadini, alla qualità delle infrastrutture e all’innovazione nelle imprese, nonostante la regione mostri un punteggio complessivo al di sotto della media nazionale”. 

È vero i dati parlano chiaro: abbiamo meno laureati (13,2% contro il 17,6% italiano), più disoccupazione (21,4% contro l'11,7% italiano) e un pil pro capite di € 17.068 contro € 27.044 del resto d'Italia. In più la Sicilia ha un tessuto imprenditoriale con meno di 10 addetti più alto (97% contro il 95,4%) e consumi medi più bassi (€ 1.824 contro 2.495). Di contro però l'Osservatorio ha evidenziato che le imprese siciliane “dimostrano segnali importanti nel numero di brevetti ICT registrati, nel tasso di natalità delle imprese e start-up ICT e nella quota di imprese che hanno accesso ad internet. In questi ambiti i valori siciliani sono superiori alla media nazionale e dimostra di essere tra le regioni più virtuose. Inoltre la trinacria ha performance positive nelle percentuali di coperture internet a banda larga (3G/HSDPA ed LTE), nel livello di digitalizzazione degli istituti scolastici e nella partecipazione ai social network degli internauti”.

Ecco perché bisogna opporsi “alle aggressioni commerciali che arrivano dai Paesi che ci stanno vicino - afferma Biriaco - e che sfruttano proprio la digitalizzazione per il proprio decollo. La non digitalizzazione costa il 2% del Pil e indebolisce il nostro potere”. Di contro non è facile spiegare alle aziende catanesi, soprattutto a quelle che vivono alla zona industriale, che il futuro è nella digitalizzazione quando oltre alle strade e all'illuminazione, alla zona industriale di Catania, manca sia la banda larga sia quella ultra larga. “I progetti sono già stati finanziati e i lavori inizieranno a luglio” confermano Biriaco e Bianco che sottolineano uno degli aspetti più importanti di questa tappa catanese: “È stata scelta Catania come prima città della Sicilia e una delle prime del sud Italia per questo giro che mira all'innovazione. Apriremo l'Hub alla zona industriale e tramite i 14 milioni del Patto per Catania realizzeremo la caserma dei carabinieri per garantire sicurezza. Subito dopo faremo la manutenzione delle strade, l'illuminazione e la rete idrica. Anche se non è di competenza del Comune, comunque, ci giochiamo una partita. La banda ultra larga arriverà - conferma Bianco - Enel ha già finito un terzo dei lavori di copertura su Catania nord. Verrà fatta anche la zona industriale alla quale è interessata anche Telecom per un investimento altrettanto importante”.

Eppure il roadshow di ieri non ha avuto solo una valenza imprenditoriale ma anche, e soprattutto, politica. A tre giorni dall'elezione di Beppe Catanzaro come presidente e a cinque mesi da quel No che l'assemblea confindustriale catanese ha dato sulla fusione con Sicindustria, questa tappa ha il sapore della rinascita e in qualche modo Biriaco lo conferma: “Stiamo facendo in modo di trovare l'opportunità di ri-colloquiare attivamente con Confindustria e Sicindustria e trovare la modalità per entrare tutti a far parte dello stesso sistema e della stessa famiglia”.

 


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