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Il film

Toghe, la missione forense
diventa un lungometraggio


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Fissate 17 date in tutta Italia.

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CATANIA - Cinquantadue minuti di emozioni, di vita ordinaria, di passioni, tutte avvolte - spesso nascoste - dalla toga forense. Girato a Catania adesso verrà proiettato in tutta Italia, il mediometraggio "Toghe", il cui regista è l'avvocato etneo Andrea Nunzio Russo, ha conquistato davvero tutti, già fissate 17 date sul territorio nazionale. Un film in formato HD blue ray che ha incuriosito ed appassionato quanti, numerosissimi, si sono radunati alle due proiezioni nell'aula delle adunanze al Palazzo di Giustizia di Catania.

"Questo film nasce dal bisogno di chiedere all’avvocatura di abbandonare l’autoreferenzialità - spiega il regista - riconoscendo si il proprio ruolo ma anche permettendo alla società civile di comprenderne il profondo significato". Dal momento in cui l’avvocatura non potrà mai ergersi a difesa di se stessa sarà allora compito del cittadino difenderla e - perché no - vederla con occhi diversi. "Considerato il fondamentale ed ineludibile ruolo sociale che riveste l'avvocatura - prosegue Russo - in una moderna e democratica società civile è assolutamente necessitata nell’avere un ruolo culturale che sia da riferimento".

Toghe è stato girato, come detto, proprio a Catania, il giudice Santino Mirabella ne ha curato le sceneggiature con l'aiuto dell'avvocato Nello Pogliese. La vicenda è ambientata in tanti luoghi della città, dal Palazzo di giustizia alle più belle piazze etnee, dalle zone di mare ai vicoli caratteristici. L’interprete protagonista è un avvocato, sulla scena e nella vita, Luciano Leotta. "Segni distintivi sono i rapporti con i clienti, quelli con la Magistratura, ma pure con i colleghi. Un quotidiano rosario, segnato da impegno, delusioni, angoscia, ingratitudine - continua l'avvocato Russo che tra l'altro è anche presidente dell'Anac - Tutto sul fondo di un ottimismo della volontà che induce a non fermarsi".

Tra ottimismo, quindi, e consapevolezza del difficile ruolo vestito, Toghe si fa interprete della necessità di giudici e avvocati nella nostra società, si parla di "missione forense", di riprendere in mano le redini di una meravigliosa professione volta ad aiutare il prossimo, ad alleviare gli affanni di chi ha bisogno.

"Qui l'avvocato ritaglia uno spazio spirituale per sé riaccostandosi alla natura, da cui tutto ha origine - conclude Andrea Nunzio Russo - Non per nulla la giornata si apre nel chiuso di uno studio, animato da consuete incombenze e si chiude nell’immensità del sovvenire di un sogno, che allontana la notte, si tinge di colori, osserva il volo dei gabbiani, ode il frangersi delle onde sugli scogli".


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