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RIFIUTI CONNECTION

Lo “Zio Nino” in Cina con Renzi
“Busta” al braccio dx di Bersani


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In esclusiva i segreti dell'inchiesta che sta facendo tremare mezza Italia.


CATANIA – Ci sono intercettazioni, dell'operazione Piramide, che ha portato all'arresto di Nino e Carmelo Paratore, signori dei rifiuti siciliani, che fanno tremare i piani altissimi della politica. Queste intercettazioni sono nelle mani del procuratore Capo di Catania Carmelo Zuccaro, frutto delle indagini, serratissime, dei carabinieri guidati da Francesco Gargaro, degli uomini del Noe e degli uomini del Gico della Guardia di Finanza guidati dal comandante provinciale Roberto Manna.

Intercettazioni di cui Livesicilia è venuta in possesso in esclusiva e che raccontano in che modo, secondo la magistratura, i Paratore avrebbero stretto il patto che ha consentito l'importazione dei rifiuti pericolosi dell'Ilva.

SIGNORI DEI RIFIUTI – In manette sono finiti Antonio Paratore detto “Zio Nino” e Carmelo Paratore, il figlio. Sono accusati di avere rapporti strettissimi con Cosa nostra catanese.

Gli investigatori hanno documentato un giro di mazzette che arriva nel cuore dei piani alti della burocrazia regionale. Incontri in hotel di lusso, buste e valigette consegnate anche durante funerali.

La Procura di Catania ritiene che i Paratore godano di relazioni con “imprenditori amici e politici compiacenti” che hanno consentito – secondo quanto ipotizzato da carabinieri e guardia di finanza – ai Paratore di allargare esponenzialmente il giro di affari nei rifiuti e negli appalti di opere pubbliche. A livello internazionale.

“UNA BUSTA AL BRACCIO DX DI BERSANI” – Nel 2013 i Paratore vogliono aprire una nuova discarica in Turchia, Carmelo Paratore coltiva i rapporti con Carmelo Messina, all'epoca vice presidente dell'Unione di amicizia Italia Turchia e per un ventennio responsabile relazioni estere dell'Iri e delle Ferrovie dello Stato, ma anche assistente dell'ex direttore generale della Rai Agostino Saccà. I due parlano “cripticamente”, annotano gli investigatori, della consegna di una “busta”. “Messina – si legge nel brogliaccio di cui Livesicilia è in possesso - chiama Paratore per dirgli che loro andranno alle 20.00 a cena e che porta una sua amica che parla perfettamente il turco e che è il braccio destro di Bersani, lavora a Invitalia ed è l'amica del cuore di Bellodi”. Messina dice a Paratore che lui conoscerà questa donna e che contemporaneamente provvederà a presentargli l'ambasciatore, “di mettere quella cosa in una busta...”, l'imprenditore lo interrompe dicendo che poi gliela dà lui. Messina risponde di no e che lo fanno insieme e che non ci sono problemi. L'ambasciatore turco, effettivamente, si reca nella discarica della Cisma il 28 marzo 2014, la visita viene ripresa.

Grazie ai contatti con Messina, la Cisma si accredita con Invitalia, agenzia governativa che si occupa di attrarre investimenti per lo sviluppo del Mezzogiorno, realizzando un incontro con il presidente e Alberto Dell'Utri, il fratello gemello di Marcello. A filmare ogni cosa sono gli uomini del Noe. Il presidente di Invitalia a quel punto avrebbe chiesto all'imprenditore di recarsi in Cina per una commessa. “Antonino Paratore – scrivono gli investigatori – si recava in Cina con la delegazione di Invitalia che accompagnava Renzi per realizzare una società con il 49% del capitale cinese”.

Ma non è finita, grazie all'intermediazione dell'imprenditore casertano Carlo Savoia e di una dipendente pubblica con incarichi in Parlamento e nelle segreterie dei ministri, Carmelo Paratore riusciva a incontrare il vice ministro dello sviluppo economico e a concludere, nel marzo 2015, un contratto per lo smaltimento dei rifiuti con l'Ilva di Taranto.

LA PISTA DELLA CAMORRA - Gli inquirenti ritengono che la “contiguità” criminale dei Paratore “non si fermava alla famiglia Zuccaro ma si estendeva fino alla camorra campana”. La Paradivi Servizi Srl ottiene l'aggiudicazione dalla Indaver Italia Srl del servizio di trasporto e logistica delle eco balle (60mila tonnellate per un totale di 8.280.000 euro), dallo stabilimento di tritovagliatura di Giugliano, “controllato dal clan camorristico Mallauro”, scrivono gli investigatori. Carmelo Paratore per questo affare coinvolge, con un contratto di consulenza, Carlo Savoia, responsabile della Xeco Srl, che era stato presidente del Cda della Eco 4 su indicazione del deputato Nicola Cosentino e con l'assenso dei fratelli Orsi, a quali la società sarebbe stata riconducibile, secondo i collaboratori Domenico Bidognetti e Gaetano Vassallo. Non un pentito qualunque, Vassallo, secondo quanto risulta dall'ordinanza del tribunale di Napoli a carico di Cosentino aveva avuto esperienza diretta dentro la Eco4. I rapporti con Savoia continuano fino al giugno 2016, quando viene filmato l'arrivo a Catania per partecipare “da terzo estraneo” a un contratto.

GLI AFFARI CATANESI – Carmelo Paratore riceve, nel 2014, consigli su come fare aggiudicare alla ditta Vittadello la gara di appalto sui lavori di consolidamento delle gallerie messinesi (“Vittadello è con noialtri”). Le cimici registrano discussioni su stati di avanzamento e perizie di variante di migliaia di euro e contatti “con uomini politici siciliani di assoluto rilievo”. I Paratore si sarebbero interessati anche per favorire l'aggiudicazione dell'appalto sulla condotta fognaria di Aci Castello alla Comer di Salvatore Ferlito, già presidente regionale dell'Ance condannato a tre anni per aver truffato un'impresa confiscata alla mafia.

L'appalto della condotta fognaria di Aci Castello sarebbe stato aggiudicato “grazie al traffico di influenze illecite”, ma poi annullato dal tar nel 2014. Commentando con l'amico imprenditore Antonio Pinzone la gara per la condotta fognaria, il funzionario regionale Mario Corradino – sospettato di aver ricevuto fiumi di soldi in contanti dai signori dei rifiuti - diceva a Paratore che “la cortesia gliela stava facendo suo compare il geologo” Salvatore Puccio, coordinatore del settore Bonifiche acqua e rifiuti della regione siciliana. Gli inquirenti intercettano l'incontro proprio tra Carmelo Paratore e Salvatore Puccio mentre vengono esaminati alcuni documenti.

FINE SECONDA PUNTATA


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