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l'intervista

Pellegrino: "Nessun imbarazzo
Mi candido alle regionali"


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Il suo nome è tra quelli elencati nella relazione della commissione regionale antimafia. "Una montatura" per l'esponente di Forza Italia.

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Pellegrino e il senatore azzurro Vincenzo Gibino all' inaugurazione di un CAF



CATANIA - Non lo preoccupa la bufera che la commissione regionale antimafia ha scatenato su alcuni consiglieri comunali, tra cui lui. È appoggiato dal suo partito, Forza Italia, e pensa di poter contare su buoni numeri che lo hanno prima portato in consiglio di quartiere e poi al senato cittadino, dove è stato eletto con 1.145 voti, secondo nella sua lista. Riccardo Pellegrino è pronto a candidarsi per le prossime elezioni regionali, nonostante quanto affermato dal presidente Nello Musumeci in relazione a presunte infiltrazioni mafiose nell'assemblea cittadina e al fatto che, tra i nomi fatti ci sia anche il suo. Il caso, finito in commissione nazionale antimafia, al momento non ha avuto seguito, né da parte dell’ex prefetto Maria Guia Federico, che non ha ritenuto di dover procedere a inviare una commissione di accesso al Comune.

“E' stata una montatura politica” . afferma Pellegrino. “Io ho appreso le cose dai giornali – precisa. Ho sempre avuto fiducia nella magistratura e credo che il lavoro che è stato fatto avrà presto dei risvolti che i miei legali faranno presente. Questa è stata sicuramente una vicenda molto incresciosa – prosegue – con la quale hanno voluto colpire la mia morale". Si tratterebbe quindi di un'attacco politico, per il consigliere comunale. "Sono accuse politiche e penso che qualcuno abbia timore nei miei confronti, perché sono un giovane e la gente in me crede. 

Nessuna conseguenza, dunque, sulla carriera.  “Il mio è un impegno costante - sottolinea. La corsa all’Ars sarà sicuramente lunga e dura, ma anche interessante. Non serviranno certo solo i voti del comune di appartenenza, ma quelli dei 58 comuni della provincia. Credo in ogni caso - continua - di poter dare un buon contributo al partito di Forza Italia. 

Un impegno sul territorio e un punto di riferimento, anche grazie ai numerosi Caf con i quali offre servizi alla cittadinanza. “Ne gestisco diversi nell’hinterland catanese – sottolinea –dove lavorano dipendenti messi in regola che svolgono il loro lavoro con determinazione e personalità. Un Caf non è un bacino di voti, come qualcuno dice. A questo punto nessun libero professionista non potrebbe allora candidarsi. Io sono una persona eletta in un quartiere popolare - conclude - e conosco molto bene l’alta densità criminale. La mia scesa in politica è dovuto anche a questo: a voler dare il mio contributo e cercare di legalizzare

 


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