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Spreco ed eccedenze alimentari
Associazione promuove i vantaggi


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Catania, kataneconomie, spreco alimentare, Economia
CATANIA - Scarti alimentari, ricchezza sociale. Nei mesi scorsi, l’associazione Kataneconomie per il tramite di alcuni Deputati Regionali ha presentato alla competente commissione ARS un disegno di Legge per recepire la legge nazionale sugli scarti alimentari dell’agosto 2016, realtà in molte regioni ma non in Sicilia. “Oggi abbiamo ricevuto la notizia ufficiale che pur essendo una legge ordinaria dello Stato, non deve essere recepita dalla Regione Siciliana e quindi non dovrà essere votata dal Parlamento Regionale Siciliano ed è vigente anche in Sicilia dal 14.09.2016 – spiega Carlo Cittadino, presidente dell’associazione che sottolinea i vantaggi dell’applicazione della normativa, sia dal punto di vista strettamente sociale, che economico. “Si tratta di un intervento finalizzato a favorire, a fini di solidarietà sociale, il recupero e la donazione di beni alimentari, farmaceutici ed altri prodotti in favore di soggetti che operano senza scopo di lucro – continua. La nuova normativa prevede una semplificazione burocratica per la donazione, fermo quanto già previsto nella legge di stabilità 2016 che ha innalzato da 5.000 a 15.000 Euro il limite di costo per l'esonero della comunicazione preventiva delle cessioni gratuite”.

Insomma, un vantaggio che può essere applicato e che sta, via via, trovando la collaborazione di alcune realtà economiche. Per “eccedenze alimentari” sono intesi quei prodotti alimentari che, fermo restando il mantenimento dei requisiti di igiene e sicurezza, rimangono invenduti per varie cause, mentre lo “spreco alimentare” consiste in un quantitativo di prodotti alimentari, agricoli e agro-alimentari, ancora commestibili, che vengono scartati dalla catena agroalimentare per ragioni commerciali, estetiche o perché in prossimità della data di scadenza. Fatta questa distinzione, la cessione gratuita di eccedenze alimentari viene consentita anche oltre il temine minimo di conservazione, purché siano garantite l'integrità dell'imballaggio ed idonee condizioni di conservazione. Deve essere infatti assicurato - sia da coloro che donano il prodotto, sia dalle organizzazioni che lo distribuiscono, per quanto di rispettiva competenza - un corretto stato di conservazione, trasporto, deposito ed utilizzo.

Le cessioni gratuite di eccedenze alimentari da parte degli operatori del settore alimentare devono essere destinate in via prioritaria al consumo degli indigenti, mentre le eccedenze non più idonee al consumo possono essere cedute per il sostegno vitale di animali e per altre destinazioni, come il compostaggio. La cessione riguarda anche la panificazione, i cui prodotti finiti possono essere donati a soggetti che poi li distribuiscono agli indigenti entro le ventiquattro ore successive alla produzione. Sono infine previsti benefici fiscali per chi cede a titolo gratuito prodotti alimentari ad indigenti. Infatti per incentivare chi dona agli indigenti i Comuni possono applicare una riduzione della TARI proporzionata alla quantità, debitamente certificata, dei beni e dei prodotti ritirati dalla vendita ed oggetto della donazione.

“La nostra Associazione – conclude - nei prossimi mesi presenterà con una conferenza pubblica alla società civile siciliana, il progetto di distribuzione integrata nella piattaforma online del sitowww.sappiamochivotiamo.it


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