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il sindaco convocato in aula

"Poco dialogo e niente trasparenza"
Critiche anche dalla maggioranza


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, Politica

Posizioni non sorprendenti, ma che evidenziano come alcuni nodi non sono stati sciolti all'interno della compagine. Che forse vedrà un nuovo esponente.

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CATANIA - Un Consiglio che, al di là della cronaca e di quanto affermato in aula dai consiglieri comunali, ha fatto emergere aspetti importanti dei rapporti tra l'aula e il primo cittadino. Oltre all'emozione, di molti, di poter parlare con il sindaco in aula, data l'assenza di questi quasi quattro anni. Se, infatti, dalle opposizioni, è emerso un giudizio negativo su quanto portato avanti in questi quattro anni, su alcune "zone d'ombra" dell'azione amministrativa e su alcune considerazioni in merito alla legalità, cadute nel vuoto durante la replica - un paio su tutte: la situazione dell'ufficio stampa di Palazzo degli elefanti e la nomina degli organi di amministrazione delle società partecipate, su cui sono intervenuti in tanti - anche da alcuni membri della maggioranza, sono state avanzate critiche, talvolta molto aspre, tanto da aver scatenato le ire di qualche collega, più "allineato".

A iniziare per primo, è il vicepresidente vicario del consiglio, Sebastiano Arcidiacono. autore di un intervento molto apprezzato dal pubblico in aula ma non dal primo cittadino, visibilmente infastidito. Il consigliere, eletto nel 2013 con la squadra a sostegno del primo cittadino, e transitato prima in Sicilia democratica e poi al gruppo Misto mantenendo sempre una posizione critica nei confronti dell'amministrazione, ha infatti affondato il colpo, parlando a lungo di ciò che proprio non andrebbe in questa amministrazione. "Nella relazione appaiono tutti gli errori degli altri e solo i suoi successi - tuona prima di parlare dell'"inerzia dell'amministrazione" in termini di partecipate, di "perdita di posti di lavoro", di assenza di piano regolatore e di quello del commercio. "Credo che ai cittadini dobbiamo onestà intellettuale - dice. Dipingere la situazione in modo diverso non credo sia corretto". E sulla differenziata "non si può criticare per quattro anni un bando che non piace e poi prorogarlo per due anni, O non si vuole cambiare o si è incapaci"; sulla trasparenza: "l’accesso agli atti è complicata, anche per i consiglieri". Sulla comunicazione istituzionale: "non si sa chi scrive i comunicati, chi li firma”. Parla di tentativo di condizionare l’opinione pubblica e anche l’aula. “Il caso Girlando  - afferma - è grave perché mina la credibilità di una istituzione. Abbiamo assistito in questi anni a un monologo, una comunicazione unilaterale senza replica. Non è vero che l’amministrazione ha un buon rapporto con la città". Insomma, una vera e propria bocciatura. "Non si può parlare di futuro quando dopo quattro anni il risultato è sotto gli occhi di tutti - conclude. Catania sta sprofondando. È vero, lei ha portato tante autorità, ma non possiamo confondere le passerelle con il prestigio. Vorremmo vedere i fatti".

E le critiche non le risparmia neanche Niccolò Notarbartolo, esponente del Pd, che si sofferma  su alcuni aspetti dell'azione amministrativa del sindaco Bianco, non certo edificanti.  Il presidente della commissione Lavori pubblici, nei 15 minuti a disposizione di ogni esponente del Consiglio, ha dipinto un quadro ben diverso da quello illustrato, successivamente, da altri esponenti della maggioranza. "Inizio dai temi della sua relazione, anche se avrei voluto trovare argomenti che non ci sono nella pianificazione dell’amministrazione - dice. Di questo non c’è traccia. Una relazione che rispecchia la personalità del sindaco, che non ha scritto il sindaco, neanche il suo ego sarebbe arrivato a tanto”. Notarbartolo evidenzia "le scelte fatte nella definizione della sua squadra", il Cunes, la cui responsabilità era stata affidata a Giuseppe Idonea, "così capace da diventare il liquidatore dell’Amt", dice il consigliere. E ancora "gli addetti stampa personali sono un altro capitolo triste. Non è minimamente accettabile essere insultati da comunicati anonimi. Non è opportuno che uno di questi lavori per una partecipata, perché si potrebbe pensare che queste siano un bancomat”.  L'esponente democratico parla poi delle partecipate, delle nomine e delle "ultime vicende sono proprio grottesche. L’Amt in liquidazione non ha ancora un liquidatore - afferma. Molte sono in balia del nulla. Il sindaco è rimasto solo e l’incapacità di nominare le persone è emblematica". Evidenzia il "momento di debolezza del sindaco" le “parole fantasiose e i numeri sparati a caso".

Non va meglio quando a parlare sono gli esponenti di Catania futura, gruppo non rappresentato in Giunta, come evidenzia il capogruppo Coppolino, ma "vicino" all'amministrazione Bianco. Proprio Coppolino, evidenzia infatti la situazione “devastante” della città, l'atteggiamento degli uffici comunali sul ritardo delle delibere, e chiede l’impegno di dialogare di più. “Manca la concertazione”, afferma quando parla del regolamento del decentramento urbano. “E mancano le risposte”.

Critiche, anche aspre, dunque, da chi dovrebbe sostenere l'azione amministrativa ma, evidentemente, non se la sente di operare una difesa tout court, come fatto invece da altri esponenti della maggioranza, che si sono prodigati in una difesa dell'azione politica e amministrativa. Mentre non ne sono arrivate, o almeno non quante se ne attendevano, da alcuni esponenti della minoranza. Dopo le vere e proprie bordate operate dal Santi Bosco e Manlio Messina, e le richieste accorate sul commercio da parte di Ludovico Balsamo, Andrea Barresi, sul chiarimento nella maggioranza, da parte di Giuseppe Castiglione, sull'immobilità nei confronti dei servizi sociali, da parte di Sebastiano Anastasi, ad attirare l'attenzione sono le parole di Vincenzo Parisi, esponente di Grande Catania e presidente della commissione Bilancio.

Ripete più volte di essere parte dell'opposizione, ma poi afferma altro. "Non ero preparato - dice Parisi. Mi è sembrato di essere in un teatro nel quale alcuni consiglieri si sono vestiti da difensori d'ufficio e altri da oppositori. Io mi pregio, da oppositore, di avere sempre avuto un rapporto costruttivo con la maggioranza. La considero una persona al di sopra di qualunque qualità personale, ha ottimi rapporti esterni, con l'entourage romano, a Bruxelles,  e questo è positivo". Avrebbe fatto la stessa relazione, Parisi, e questo afferma, e sottolinea la disponibilità del primo cittadino e la capacità "di risolvere personalmente i problemi. Dall'altra parte - afferma - mi rendo conto che amministrare questa città non è facile".

Non vuole entrare nel merito della polemica, del giudizio della Giunta, e chiede al sindaco di avvicinarsi maggiormente ai cittadini. "Questa amministrazione a volte diventa sorda, rispetto ad alcuni problemi (sul bilancio, sulla tassa di soggiorno, sulla Tari n.d.r.) - continua ma, la critica resta soft. E dopo qualche minuto si trasforma in altro. "Caro sindaco - afferma - questi attacchi erano prevedibili. E la colpa è sua. Se lei avesse avuto in questi anni il tempo di venire in aula avrebbe avuto meno attacchi. Io credo che qualunque consigliere cosciente - conclude - pur rimanendo nella propria posizione, se il sindaco fa cose buone per la città, non può non gioirne. Noi siamo sempre stati a favore delle ottime scelte propositive: lei ha ancora un anno di mandato e io potrei dire, fra un anno, sono un elettore del sindaco Bianco. Non l'ho votata, ma farlo la prossima volta significherebbe che i miei figli potranno avere un futuro migliore".

Che vi siano passaggi ad altro gruppo in vista?

 


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