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la seduta straordinaria

Consiglio, Bianco supera la prova
Aspre critiche ed elogi "d'ufficio"


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Catania, consiglio comunale, enzo bianco, Politica

Il sindaco passa indenne il consiglio convocato in seguito alla raccolta di firme di 26 consiglieri comunali.

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CATANIA –Molte critiche e qualche difesa d'ufficio. È andata come ci si aspettava al consiglio comunale straordinario, convocato in seguito alla raccolta di firme di 26 consiglieri comunali, che ha visto il sindaco Bianco relazionare sullo stato di attuazione del programma. Una parte dell'aula ha avanzato accuse, l'altra, compatta come non mai, lo ha difeso. Infine, il sindaco, ha chiuso in bellezza, in un clima più sereno di quello prospettato all'inizio.  Dopo l’esposizione da parte del primo cittadino della relazione già anticipata ai consiglieri comunali, nella quale Bianco ha evidenziato alcuni dei risultati raggiunti e molti obiettivi posti in essere, la parola è passata all’aula. “Una relazione di basso profilo e poco rispettosa del Consiglio – ha esordito il vicepresidente vicario del senato cittadino. Non si parla di commercio, di finanza, di partecipate. Non ci sono numeri sulla differenziata. È autocelebrativa e rischia di sembrare irrispettosa”.

Non le ha mandate a dire il vicepresidente vicario del Consiglio comunale, che è intervenuto per primo, soprattutto sull’argomento lavoro. “Sentir parlare di posti di lavoro quando ne abbiamo persi, e parlare di Corso dei martiri è un insulto ai disoccupati – ha aggiunto, prima di affondare il colpo “Non si può parlare di futuro quando dopo quattro anni il risultato è sotto gli occhi di tutti – ha sottolineato. Catania sta sprofondando”.

Tante, come ovvio, le critiche al sindaco e all’intera azione politica di Bianco da parte dei rappresentanti dell’opposizione, a partire da quelle “soft” di Tuccio Tringale, che ha evidenziato l’abbandono del quartiere San Cristoforo, a quelle meno eleggere del capogruppo di Forza Italia, Santi Bosco.” Non c’è una cosa importante che lei abbia portato come risultato – ha detto. Sono tutte cose futuribili. Lei parla di comunità, di squadra, ma di che parla? Lei tutte le decisioni le ha prese da solo”. L’assenza di contatto con la città, la distanza, le mancate risposte, tra le critiche mosse al sindaco non solo dal capogruppo di Forza Italia.

E poi, l’essersi appropriato dei progetti avviati dalla passata amministrazione. “La metà di quello che ha detto lo ha fatto un’altra amministrazione: piazza Galatea, corso dei Martiri, Brt, tutti fatti da Stancanelli – ha sottolineato Manlio Messina, esponente di Fratelli d’Italia, che ha evidenziato anche la situazione dell’ufficio stampa, le nomine nelle partecipate, l’assenza di parole sul fallimento della Simei. Di welfare, e delle poche delibere sui servizi sociali ha parlato Sebastiano Anastasi. "Non c'è una politica seria sull'argomento - ha tuonato - e forse l'errore  stato affidare la delega a chi porta avanti forse un'idea obsoleta".

Molto critico anche Niccolò Notarbatolo, esponente del Pd che ha letteralmente invitato il sindaco a farsi da parte. “Avrei voluto trovare argomenti nella relazione che non ci sono nella pianificazione dell’amministrazione - detto. Di questo non c’è traccia. Una relazione che rispecchia la personalità del sindaco, che non ha scritto il sindaco, neanche il suo ego sarebbe arrivato a tanto”. Notarbartolo, torna sulla foto dell’inaugurazione della via degli artisti, sulle partecipate, sull’ufficio stampa prima di concludere: “Faccia il padre nobili e aiuti ad avviare una transizione”. Di assenza di pianificazione commerciale, del regolamento dei dehors, dei chioschi e dei paninari, hanno parlato Andra Barresi, esponente di Grande Catania, e Ludovico Balsamo, di Fratelli d’Italia.

In difesa di quanto fatto dal sindaco e dall’amministrazione, dal reperimento dei fondi, alle relazioni internazionali, gli esponenti della maggioranza. In dicotomica posizione rispetto ai colleghi di opposizione, Lanfranco Zappalà, Alessandro Porto, Daniele Bottino, Giovanni D’Avola. “Amministrare Catania non è semplice e non si può dare a responsabilità di tutto al sindaco” – ha detto il capogruppo del Pd, D’Avola. “Io nella relazione vedo certezze, vedo i frutti di un lavoro di quattro anni – ha continuato il capogruppo di Con Bianco per Catania, Porto. Non era facile con la situazione in cui si trovava Catania”. Anche Maria Ausilia Mastrandrea e Francesco Petrina, dopo aver elogiato il sindaco e il successo della seduta straordinaria, hanno elencato alcuni risultati dell'amministrazione.

Moderati gli interventi degli esponenti di Catania futura, Carmelo Coppolino, che si è limitato a chiedere al sindaco di essere più disponibile, e di dare risposte alle tante domande poste dai consiglieri comunali, Maurizio Mirenda e Agatino Lanzafame. Ma anche quello di Vincenzo Parisi, di Grande Catania. “Alcuni sono nei panni di difensori di ufficio e altri come accusatori. Io faccio parte dell’opposizione, ma siamo sempre stati costruttivi” – ha detto Parisi prima di elogiare lungamente il sindaco, tanto da dire che voterebbe per lui "per dare una speranza ai miei figli".

Il sindaco ha potuto replicare. Ha ringraziato i consiglieri intervenuti, uno ad uno. “Mi hanno toccato le parole che alcuni consiglieri comunali hanno rivolto alle nuove generazioni. Sono consapevole che qui si gioca il futuro di Catania. Non abbiamo il petrolio o altre risorse, se non l’intelligenza dei nostri ragazzi. Sono disponibile nel modo più pieno” – ha detto. Parlando del campus universitario al posto dell’ospedale Vittorio Emanuele, e dell’ospedale San Marco. “Una delle cose di cui sono più orgoglioso è quello che riguarda l’istituto omnicomprensivo a Librino – ha continuato, per rispondere poi sulla chiusura di via Dusmet. “La scelta è stata fatta solo nel momento in cui a 150 metri di distanza è stato aperto un parcheggio. Che ospita molte più auto di quelle che parcheggiavano lungo la strada”. Il sindaco ha poi parlato della chiusura del lungomare, “ci sono quattro nuovi esercizi commerciali”, ha detto, assicurando la prossima intitolazione di una strada di San Cristoforo a padre Pignataro. E sui dossi: “Non c’è città che non li abbia adottati. Ne metteremo ancora di più”.

 


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