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la seduta straordinaria

La lunga notte di Bianco
Il sindaco alla prova del Consiglio


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Catania, consiglio comunale, enzo bianco, Cronaca, Politica

Monta la tensione per il consiglio straordinario di stasera. In cui il sindaco per la prima volta parlerà ai consiglieri. DIRETTA VIDEO

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CATANIA - Sembra proprio il segnale di come la politica, in città, abbia preso una brutta piega. L'attesa di un sindaco in Consiglio (LINK VIDEO), che secondo le regole avrebbe dovuto presentarsi ogni sei mesi per relazionare sul programma; la stessa di un senato cittadino costretto a convocare il primo cittadino per "obbligarlo" a parlare con i rappresentanti dei cittadini. Gli esponenti di associazioni e movimenti che, in massa, andranno a Palazzo per seguire la seduta straordinaria di stasera, consci che la possibilità di entrare in aula sarà concessa solo a un centinaio di persone.

Tanti sono i segnali del trend, che sta prendendo la città e la sua maggiore istituzione, che stasera probabilmente pagherà l'esser rimasta troppo lontana dalla gente, dalle istanze dei cittadini, dalle provocazioni politiche alle quali, spesso, è seguita una risposta stizzita, un po' acida, affidata tra l'altro, per lo più, a capigruppo di maggioranza. Quasi che il primo cittadino non volesse neanche rivolgere la parola a chi lo contestava.

E, se è vero che il palazzo degli Elefanti sembra sempre più chiuso alla città - non per le visite - e sempre più percepito non come casa dei cittadini ma come palcoscenico per il sindaco e gli esponenti del Governo di turno, che il presidente sia Renzi o Gentiloni, (momenti senz'altro istituzionalmente importanti), è indubbio che anche all'esterno la situazione sembra esasperata, coinvolgendo buona parte della città e dei cittadini che, mai come in questo periodo, sono arrabbiati, agguerriti, incazzati. E che, forse, non vedono l'ora di arrivare allo scontro, ben consapevoli che la stampa, anche questa parte dell'inasprimento del clima, farà la sua parte dando voce un po' a tutti, pascendosi dell'aria infuocata.

Un gioco delle parti, si potrebbe pensare. Il consiglio straordinario di stasera, se nei fatti rappresenta un vero e proprio evento - Enzo Bianco non ha mai relazionato alla città e, le poche volte che si è presentato, era per "vigilare" su delibere a lui particolarmente care - per il fatto che, nonostante la nota inviata a firma del capogruppo di Con Bianco per Catania, Alessandro Porto dicesse il contrario, la "convocazione" è avvenuta direttamente da parte di 26 consiglieri comunali, nella sostanza difficilmente porterà a novità. Chissà se, tra i consiglieri presenti in aula, qualcuno ascolterà la relazione di Bianco -tra l'altro già anticipata ai capigruppo e comunque pubblicata dai giornali. Forse non lo faranno nemmeno gli assessori che, a quanto pare, saranno tutti presenti in Consiglio. Perché la sensazione è che stasera, la relazione sullo stato di attuazione del programma sarà una scusa per dire al primo cittadino tutto quello che, in questi quasi quattro anni, non è stato possibile riferire.

L'unica novità, forse, sarà appunto rappresentata dal fatto che i consiglieri potranno rivolgersi direttamente al primo cittadino e potranno farlo sullo stato di attuazione del programma. Ma neanche questo è scontato. Perché l'occasione potrebbe essere ghiotta per parlare di quanto nel programma non c'era, di quegli "scivoloni" di cui si sono resi protagonisti il sindaco e la sua Giunta. Potrebbe essere un momento per la città per gridare al primo cittadino tutto quello che non va, quello che non è stato possibile comunicare prima. Non in quell'incontro di metà mandato che, richiesto da Maurizio Caserta nel 2015, ancora non è stato realizzato. Né a San Leone dove non è stato concesso l'ingresso proprio agli avversari politici.

Insomma, una seduta che, se si fosse proceduto secondo le regole, fissate in forma scritta o del buon senso, si poteva evitare. Insieme alle contestazioni - perché anche queste sono già scritte, basta guardare il richiamo di qualcuno sui social network. Una seduta che avrebbe potuto essere normale se solo le dinamiche democratiche fossero state rispettate in questi anni da parte del capo della città e della sua squadra. Un momento di confronto tra gli eletti rappresentanti dei cittadini che, a Catania, diventa notizia. E di apertura.

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