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L'inchiesta

Blitz Orfeo, Santapaola di Picanello
Comis e i suoi fedeli al Riesame


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Catania, catania orfeo, giovanni comis picanello, Cronaca

Confermata l'ordinanza per il vertice del gruppo di Cosa nostra. Ecco chi resta in carcere.

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CATANIA - Solo due scarcerazioni e poi conferma per le altre posizioni. Questo il quadro che emerge dall'esito delle varie udienze davanti al Tribunale del Riesame di Catania per i diciannove indagati dell'inchiesta Orfeo. Il blitz dei carabinieri qualche settimana fa ha permesso di azzerare il gruppo di Santapaola radicato nel quartiere di Picanello e in grado di controllare anche gli affari di Cosa nostra di Aci Catena.

Resta in carcere quello definito dagli inquirenti il capo e organizzatore del gruppo Giovanni Comis, 54 anni. Stessa sorte per Antonino Alecci, Antonino D'Arrigo, Lucio Sentina e Alfio Cardillo, 51 anni. E' proprio il soprannome di quest'ultimo "Orfeo" a dare il titolo all'operazione coordinata dalla Dda di Catania, che ha fotografato gli affari criminali dell'organizzazione criminale. Resta in piedi la misura cautelare emessa dal Gip Anna Maggiore anche per Marco Battaglia, Davide Battiato, Marco Brischetto, Carmelo Maimone, Michele Panebianco, Corrado Santonocito, Domenico Fabio Scalia, Simone Spampinato, Giovanni Antonino Tosto, Vincenzo Zuccaro, Lorenzo Pavone, Giuseppe Petralia e Giuseppe Tringale. Tutti sono accusati di associazione mafiosa al clan Santapaola Ercolano. Annullata l'ordinanza solo per Roberto Illuminato e Carmelo Maimone,

L'INCHIESTA - Erano anni che non si parlava di Cosa Nostra a Picanello, ma le indagini hanno dimostrato che il gruppo non solo era attivo ma riusciva anche ad avere canali privilegiati (una cancelliera ha patteggiato la pena) per conoscere indagini e possibili retate delle forze dell'ordine. Cimici e telecamere in ogni angolo strategico è stato piazzato dai carabinieri per immortalare le azioni criminali e captare conversazioni sospette. Un impianto probatorio composto da faldoni e nastri che ha retto davanti ai giudici del Tribunale della Libertà. Il colpo è stato inferto all'organizzazione mafiosa che - come raccontano gli ex uomini d'onore Santo La Causa e Fabrizio Nizza - farebbero ancora riferimento ancora a Calogero "Carletto" Campanella e i fratelli Salvatore e Venerando Cristaldi.

E' la "compagine più affidabile e tenuta maggiormente in considerazione da “Nitto” Santapaola in persona;- scrivono gli inquirenti - non a caso il primogenito del "padrino", Vincenzo aveva scelto proprio il quartiere di Picanello per stabilirvi la propria residenza". Sono Giovanni Comis e Lorenzo Pavone i personaggi chiave dell'inchiesta.  Il primo avrebbe ripreso le redini del gruppo di Picanello dopo la sua scarcerazione nel 2013 e soprattutto avrebbe preso il posto di Pavone, arrestato nel maxi blitz Fiori Bianchi.

 


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