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La querelle

Le associazioni replicano
alla cordata Confcommercio


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, Economia, Cronaca

Convocata una conferenza stampa per domani.

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CATANIA - "Comprendiamo bene l’esigenza di sviare l’attenzione dalle gravi irregolarità e dai falsi che abbiamo denunciato e che sono all’attenzione delle autorità preposte. Dello stesso orientamento ci sembrano i tentativi di personalizzazione che respingiamo decisamente ribadendo l’autonomia delle associazioni. Ciò nonostante si resta veramente di stucco, dopo la conferenza stampa della Confcommercio e dei suoi alleati, a dover prendere atto del capovolgimento della realtà dei fatti.

Come quando, ad esempio, si sostiene che dietro lo stop della procedura di costituzione della Camera del sud-est vi siano “questioni di opportunità politica” che prevarrebbero sui processi di auto determinazione e auto governabilità delle Associazioni datoriali: Ma le irregolarità e i falsi sono questioni di opportunità politica? La mortificazione delle rappresentanze che ha motivato la scelta di Siracusa è questione di opportunità politica?

E come va letta la tesi di una pratica diffusa a gonfiare i dati? Tesi peraltro identicamente espressa dal Presidente della Camera di Commercio Peppino Giannone su Livesicilia, che sostiene che "Le accuse di falso o i ricorsi al Tar ci sono stati sempre. Se anche il reato di falso ci fosse, sarebbe di un'associazione. Non altera l'intero". Adesso, a prescindere dal fatto che l'effetto delle irregolarità e dei falsi accertati va ben oltre i 3-4 seggi che stima Giannone, come si fa a sostenere candidamente questo principio? Come fa Giannone a sostenere tesi che fanno a pugni con la sua storia personale? Accettiamo i reati perché sono diffusi? Smettiamola di seminare nebbia per nasconderci dalle responsabilità, smettiamola di accreditare la tesi che tutti dichiarano il falso allo scopo di minimizzare le responsabilità di chi i falsi li ha commessi davvero. La Confcommercio ha notizie di falsi? Corra subito a denunciarli, con nome e cognome, come abbiamo fatto noi, assumendosene la responsabilità. Se anche Confcommercio ammette che ci sono falsi è una ragione in più per rivedere l’intero procedimento.

E quando accredita tesi politiche rispetti la verità dei fatti. Spieghi che la responsabilità del fatto che oggi la Camera di Commercio di Catania non ha la propria governance imprenditoriale è proprio della Confcommercio e della Confesercenti che, in occasione del rinnovo del Consiglio camerale, essendo fortemente minoritarie, alla faccia della regole democratiche fecero dimettere i propri rappresentanti per impedire l’elezione degli organi che li avrebbero visti perdenti. Così, loro si, consegnano la Camera ai commissari e alla politica. Altro che processi di autodeterminazione e autogovernabilità delle associazioni datoriali!

Ovviamente, e non ci stupisce, tra i fuochi di artificio sparati per far volgere lo sguardo dall’altra parte non poteva mancare il riferimento alla SAC. Con una sfrontatezza però che non ha eguali. Dice infatti la Confcommercio che i due anni trascorsi sono serviti “a qualcuno” per pilotare il rinnovo degli organi della Sac e della Soaco. Ma a qualcuno chi? Ma a prescindere dalla qualità delle scelte, non è stato con il presidente regionale della Confcommercio Piero Agen (non si è mai capito a quale titolo?) che il Presidente Crocetta ha concordato le nomine in SAC? E non è stato sempre il presidente regionale della Confcommercio ad esprimere, coerentemente, soddisfazione per le scelte effettuate? E le nomine in SOACO non sono state fatte su proposta della INTERSAC HOLDING SPA, presieduta da Peppino Giannone, che è espressione della Confcommercio ed è a pieno titolo dentro l’accorpamento da quest’ultima coordinato? Allora ci chiediamo: Si può prendere sul serio lo stravolgimento della verità? O la Confcommercio prende adesso le distanze da nomine alle quali ha partecipato? Ci siamo forse persi qualcosa?

Sostiene infine Confcommercio che qualunque sarà la modifica del decreto di accorpamento Catania avrà la sua Camera di Commercio. Vuole lasciare intendere che vi possa essere una Camera metropolitana di Catania? Bene noi siamo pronti a prendere in considerazione tale ipotesi. Sarebbe una scelta che valorizzerebbe il territorio catanese e sarebbe coerente con quanto richiesto da altri territori. L’importante per noi è che però le regole siano quelle della nuova riforma Madia e che siano applicate con il rigore necessario per evitare che accada di nuovo ciò che è accaduto e che la rappresentanza rispetti il reale peso delle associazioni.

In ogni caso, per fugare ogni dubbio, terremo una conferenza stampa il prossimo giovedi 2 marzo alle ore 10,30 presso la sede della Legacoop in via Santa Maria di Betlemme 18. L'occasione ci permetterà di dare nuove, importanti e dettagliate comunicazioni, sostenute da dati e documenti, in merito alla vicenda della costituzione della Camera di Commercio di Catania, Ragusa e Siracusa e sulle possibili sue evoluzioni".

NOTA. Il chiarimento del presidente della Camera di Commercio di Ragusa, Giuseppe Giannone: “Se ci sono delle irregolarità se ne occuperà il Tar. Se ci sono errori che prevedono un dolo, sempre ammesso che il dolo ci sia e io non penso, lo deciderà il tribunale non è argomento che si può aggiustare sputando sentenze sui blog o sui giornali. Se reati ci sono deve pensarci la magistratura”.

 


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