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L'INCHIESTA

Inaugurazioni, appalti e nomine
Tutti gli imbarazzi di Bianco


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bianco, indagini, mafia, Catania, Cronaca

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CATANIA - C'è chi avanza la proposta ai consiglieri comunali di raccogliere le firme per la mozione di sfiducia al primo cittadino. C'è chi commenta, dentro o fuori il web, le continue bucce di banana su cui ultimamente rischia di scivolare il sindaco. Quello che è certo è che, negli ultimi tempi, sono tanti gli imbarazzi accumulati da Enzo Bianco. Direttamente, come nel caso dell'indagine sulla nomina dei vertici Sac che lo vede indagato per abuso di ufficio e per cui si è detto estraneo ad ogni accusa, o indirettamente, come nel caso che vede imputato l'ex assessore al Bilancio Giuseppe Girlando con l'accusa di tentata concussione aggravata. Occasione in cui il primo cittadino ha potuto ribadire le azioni compiute dall'amministrazione per riaffermare la legalità e il rispetto delle regole.

Ma c'è anche la bufera che ha investito i consiglieri comunali, rinviati a giudizio per un presunto caso gettonopoli, molti dei quali della maggioranza che ne sostiene l'azione amministrativa.

Sono anche altre le vicende che, in questi quasi quattro anni, rischiano di "macchiare", almeno ad una prima, spicciola, analisi, la quarta sindacatura dell'ex sindaco della primavera, oggi alle prese con numerose gatte da pelare. Non solo giudiziarie. Dal recente adieu dell'assessore al Bilancio Salvatore Parlato, alla presunta illegittimità della scelta del successore, Salvo Andò, poche settimane prima nominato per guidare l'Amt in liquidazione, al conferimento dell'incarico di presidente di Pubbliservizi a Salvatore Muscarà, investito dall'inchiesta sul crack Aligrup.

E ancora, al caso Amt, con la scelta dell'ormai ex presidente Puccio La Rosa, che pare non avesse i requisiti, tanto che il collegio dei revisori dei conti aveva chiesto una verifica, alla nomina, nuovamente, di Carlo Lungaro alla guida dell'Azienda metropolitana di trasporto, uomo contestato dai dipendenti pronti a scendere ancora in piazza.

Per non parlare, poi, della situazione dei conti del Comune e della redazione del nuovo piano di rientro, secondo molti possibilità "concessa" a Enzo Bianco per non dichiarare un dissesto che sarebbe però tale nei fatti. E delle defaillance nell'affidamento della gestione delle spiagge libere alla ditta Caffè Napoleon, che annoverava tra i dipendenti un imputato per estorsione nell'inchiesta antimafia Prato Verde.

Fino all'inaugurazione della via degli Artisti, dove Enzo Bianco viene immortalato accanto a Domenico Di Bella, secondo la Procura prestanome del boss Ieni nella gestione dell'Empire, un fatto sconosciuto a molti, come hanno replicato il primo cittadino e l'assessore alla Cultura Orazio Licandro.

E ancora, l'allontanamento di attivisti e politici in occasione del confronto con gli stakeholder a San Leone, e i difficili rapporti con il senato cittadino che, dopo tre anni, decide di "convocarlo" con una raccolta firme - decisione che pare avesse già preso, ma che comunque arriva in ritardo di tre anni.

Fino alla convocazione in Commissione antimafia, richiesta dallo stesso sindaco di Catania per rispondere della telefonata con l'editore Ciancio nel quale si parlava del Pua, durante la quale si è discusso anche della posizione di alcuni consiglieri comunali per cui il presidente della commissione regionale, Nello Musumeci, aveva evidenziato parentele sospette che avrebbero potuto influenzare l'atteggiamento in aula.

Tutte questioni per le quali il sindaco si è sempre detto sereno e fiducioso dell'operato della Magistratura, ma che rappresentano comunque dei fatti che farebbero arrossire qualsiasi personaggio pubblico.


 

 


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