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la tragedia di mascalucia

Bimbo sbranato dai cani
Mamma patteggia la pena


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bimbo sbranato dai cani, condanna, mascalucia, omicidio colposo

Si chiude il capitolo giudiziario per la madre del piccolo Giorgio.

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CATANIA - Sicuramente non se l'è sentita di affrontare un processo che gli avrebbe fatto rivivere quella drammatica giornata in cui è morto il suo piccolo Giorgio massacrato dal dogo. Stefania Crisafulli ha scelto di chiedere il patteggiamento della pena che con il parere favorevole del pm è stato accolto dal Gup Francesca Cercone. La madre del piccolo di 18 mesi sbranato dal cane quel maledetto 16 agosto a Mascalucia è stata condannata a 18 mesi per omicidio colposo, pena sospesa e non menzione nel casellario giudiziario. Una scelta che è stata condivisa anche dal suo legale, l'avvocato Fabio Cantarella. "Visto che era rimasto in piedi solo il reato minore - commenta - abbiamo deciso per il patteggiamento. Affrontare un processo, con i tempi della giustizia italiana, avrebbe significato rivivere la perdita del figlio per diversi anni".

Per Stefania Crisafulli, infatti, era già caduta la contestazione del reato di abbandono di minore. Il Procuratore Carmelo Zuccaro e il sostituto Fabrizio Aliotta hanno condiviso la richiesta della difesa ed hanno deciso di procedere solo per omicidio colposo. "Noi ci siamo battuti - spiega ancora Cantarella - per far cadere l'accusa ingiusta di abbandono di minore. Abbiamo dimostrato anche con il supporto di numerosissimi filmati che da parte della mamma non c'era alcuna consapevolezza di aver esposto il figlio a un rischio".

La Gup Francesca Cercone ha inoltre stabilito la restituzione del sistema di video sorveglianza alla coppia che dopo la tragedia era stato sequestrato. E inoltre ha ordinato la distruzione dei vestiti del piccolo Giorgio macchiati di sangue. "La giudice ha dimostrato grande professionalità e umanità non tralasciando alcun elemento" - afferma Cantarella. La decisione sul patteggiamento è arrivata dopo due udienze.

Il Gup era chiamata a decidere anche le sorti dei cani. La perizia dei veterinari ha accertato che Asia e Macchia sono recuperabili, una valutazione condivisa dalla Giudice che li ha affidati a una delle tante associazione animaliste che si erano offerti di prenderli in custodia per la loro rieducazione. Il marito, che non si è costituito parte civile nel procedimento, ha dovuto dichiarare formalmente la rinuncia alla proprietà di Asia, la mamma di sei anni, per poter permettere al Gup di procedere con l'ordinanza. "La tragedia non ha scalfito la loro unione", ha concluso Cantarella.


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