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Catania, vicenda Girlando, Cronaca, Politica

Nei commenti, la richiesta di spiegazioni pubbliche da parte del sindaco Bianco.

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CATANIA - "Una triste rilevanza etica e politica". Si moltiplicano i commenti alla vicenda giudiziaria che ha investito l'ex assessore Girlando, per il quale la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per tentata concussione aggravata. E molti evideniano non tanto l'aspetto giudiziario - che spetterà alla Magistratura chiarire - quantio quello etico, e politico, di quanto si sarebbe consumato a Palazzo degli Elefanti.

Lo fa il vicepresidente del Consiglio comunale, Sebastiano Arcidiacono, secondo cui "Non si può sottacere che i fatti giudiziari aprano in modo dirompente una questione politica e di agibilità democratica delle istituzioni ma anche una questione morale che non può essere elusa, anche solo per smentire il dubbio che Sindaco e Giunta, ma anche Dirigenti e consulenti, condizionino l’attività dei singoli consiglieri e del Consiglio comunale. Questi e altri elementi hanno reso il clima torbido, un contesto soffocante su cui la vicenda Girlando aggiunge un’ulteriore scia di veleni che rende ineludibile un chiarimento pubblico. Anzitutto da parte del sindaco Bianco che non può ancora sfuggire a pronunciarsi sulle tante vicende che inficiano il buon andamento dell’attività politico-amministrativo del Comune di Catania. Da quasi quattro anni il Sindaco si sottrae a un dibattito aperto e leale con il Consiglio comunale e a un colloquio diretto con la Città: quasi avesse rinunziato già al ruolo di primo cittadino a cui spetta la tutela e la garanzia dell’interesse generale ad avere servizi pubblici efficienti e istituzioni trasparenti per la crescita morale e civile di Catania”.

Lo fa la Confcommercio, di cui la Simei era parte, che evidenzia non solo che "l’amministrazione era a conoscenza del fatto che esisteva un’istanza di fallimento a carico della SIMEI che, quindi, rischiava il fallimento per crediti" e che "tutta l’amministrazione Bianco conosceva i termini della vicenda, visto che con delibera di Giunta fu autorizzata la firma della nuova transazione che avrebbe ridotto il debito comunale di circa il 50%", ma soprattutto "la rilevanza Etica e Politica, il silenzio del Sindaco Bianco e dei leader provinciali dei partiti (PD ed Art 4) che lo sostengono. Forse non si rendono contro - scrivono i commerciati - che è fallita un’azienda con 70 lavoratori che poteva essere salvata.

Di "scenario raccapricciante", parla la il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. "Le intercettazioni acquisite dagli inquirenti hanno rivelato uno scenario raccapricciante che conferma l'arroganza, figlia del più sfrenato arrivismo utile unicamente alle casse comunali, e la totale assenza di rispetto umano e politico verso le opposizioni da parte delle amministrazioni raffazzonate in quota Pd - afferma. Non è la prima volta che il nostro consigliere, solo contro tutti, denuncia gli illeciti della giunta guidata dal sindaco Enzo Bianco. Confidiamo nella magistratura ed invitiamo il sindaco e la sua giunta a rassegnare le proprie dimissioni per un minimo senso di decoro verso i cittadini. Esprimo infine la mia piena solidarietà a Gianluca Chirieleison e ai dipendenti della SIMEI spa, certa che giustizia verrà presto fatta".

Commenti anche dalla commissione nazionale antimafia. Il segretario della Commissione nazionale Antimafia Angelo Attaguile, in una nota afferma: "Auspico, alla luce della situazione torbida che emerge dalle intercettazioni eseguite dagli investigatori, che coinvolgono altri pezzi dell'amministrazione comunale come il segretario generale di Palazzo degli Elefanti, che il sindaco Enzo Bianco adotti al più presto i provvedimenti più utili, valutando eventualmente anche le dimissioni, volti a superare le criticità che si sono manifestate e a ripristinare trasparenza ed efficienza amministrativa nell'interesse dei cittadini di Catania".

Il senatore pentastellato della commissione antimafia, Mario Giarrusso, annuncia invece che presenterà un'interrogazione parlamentare urgente "affinché sia fatta al più presto luce sui fatti accaduti e sulla inerzia della Prefettura che, malgrado le sollecitazioni ricevute anche da parte della commissione antimafia, pervicacemente si rifiuta di intervenire per verificare cosa stia accadendo nella amministrazione Bianco. Non bastano gli arresti e le inchieste ormai quotidiane, per smuovere il Prefetto dalla sua posizione di colpevole inerzia. Sembra ormai giunto il momento che Catania abbia un nuovo e più attento Prefetto e che sia data la parola agli ormai esausti cittadini. Bianco si dimetta e vada a difendere il proprio operato nelle sedi opportune e lasci ad altri rimediare a tutti i suoi macroscopici ed ormai intollerabili errori".


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