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L'impresa rischia di fallire
Risate all'assessorato al Bilancio


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girlando, intercettazioni, Catania, Cronaca

Ecco cosa hanno registrato i carabinieri

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CATANIA - Non c'è solo il caso della Simei, fallita - secondo la magistratura - anche a causa della tentata concussione dell'ex assessore Girlando. Nelle carte in mano agli inquirenti, relative all'inchiesta nei confronti dell'ex assessore comunale, per cui la procura ha chiesto il rinvio a giudizio per tentata concussione aggravata, ci sono anche le intercettazioni sulle reazioni degli amministratori al rischio di fallimento di un'altra impresa, la "Iti", in ginocchio a causa dei ritardi del Comune, finita al centro dei commenti di Girlando. Gli inquirenti ipotizzano l'esistenza di "un atteggiamento reiterato da parte dell'ex esponente della Giunta".

IL CASO - Il 16 aprile 2016, l’assessore Girlando telefona a Maurizio Cassarino per discutere “di una diffida - scrivono gli investigatori – arrivata al comune di Catania relativa a delle fatture non pagate, per le quali l’Iti (nelle note in calce agli atti si ipotizza che i due interlocutori potrebbero fare riferimento alla Iti impianti di Vincenzo Coppolino) rischiava di fallire. Girlando, per quanto appreso, commentava la vicenda ironicamente”.

Maurizio, continuano gli inquirenti, dice della diffida da parte dell’Iti arrivata al comune, al Prefetto “ed anche a noi in quanto gestori del momento…loro stanno dicendo "guarda che tu hai creato danno con queste anticipazioni che non mi hai mai pagato, in relazione alle due fatture vecchie, e quindi con queste due fatture vecchie, mi stai mettendo in difficoltà, perché la banca mi sollecita, mi fa, mi dice e addirittura rischio di fallire perché’…le solite cose, chiaramente ognuno fa il proprio mestiere…".

Girlando: “Se il rischio è che poi mi fanno causa perché sono falliti e quindi…siccome la causa (inc) di fallimento ci dura 10 anni, io non sono più assessore e se la vedono loro!". "Ridono entrambi", concludono i carabinieri.

 

 

 


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