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Piano Gucciardi

Nuova rete ospedaliera
Ecco il volto della sanità a Catania


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Salvi gli ospedali di Paternò e Biancavilla. Giarre e Acireale spuntano a sorpresa nella categoria “spoke”. Bronte rimane invece Pte

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CATANIA – Tutti soddisfatti. Il nuovo piano regionale della rete ospedaliera, illustrata ieri a Palermo dall'assessore regionale alla Sanità, Baldo Gucciardi ai sindacati di categoria, convince e piace. A Catania l’eventuale nuovo riassetto del sistema sanitario non lascia indietro nessuno. Stando ai contenuti dello schema di riordino della rete ospedaliera dell’emergenza-urgenza tramontano le varie ipotesi di tagli e di accorpamenti che, nel settembre scorso, avevano messo in allarme sindacati e cittadini. Una nuova e più clemente “riclassificazione” dei presidi che, se approvata, consentirà il salvataggio di numerosi reparti catanesi ed il contestuale potenziamento di altri. Il precedente piano Gucciardi, presentato ma subito ritirato, prevedeva, infatti, una rimodulazione di gran lunga più penalizzante rispetto a quella annunciata ieri. Certo è che il nuovo piano dovrà rientrare nel decreto ministeriale Balduzzi 70/2015 finalizzato a ridurre le "ridondanze di unità operative" relative alle discipline a bassa intensità di cura e ad attivare e riorganizzare unità operative di discipline ad alta complessità.

Insomma, ancora nulla di ufficiale, il piano deve prima ottenere il via libera da Ars e ministero, ma ecco come cambierebbe il volto della sanità a Catania. La nuova rete, secondo il disegno, prevedrebbe a Catania non più un solo "hub", strutture di secondo livello integrate, ma ben tre ospedali di riferimento altamente specializzati, che saranno il Cannizzaro, il Policlinico Vittorio Emanuele e il Garibaldi. Uno scenario che, però, potrebbe subire ulteriori modifiche in ragione dell’imminente apertura dell’ospedale San Marco di Librino e della chiusura della sede del Vittorio in via Plebiscito.

Entusiasta il sindaco metropolitano, Enzo Bianco: "Il Garibaldi viene peraltro inquadrato, come abbiamo chiesto con forza alla Commissione Sanità, come Dea di secondo livello, impostazione che permetterà il rafforzamento dell'area di emergenza urgenza al centro della città. Ringraziamo l’assessorato”, – ha commentato Bianco. 

Ma fra le novità più importanti spiccano anche quelle inerenti l’ospedale S.S Salvatore di Paternò elevato ora al rango di “presidio di base”, struttura cioè dotata di almeno quattro unità operative come i pronto soccorso, la chirurgia generale, la medicina generale e l'ortopedia. Stop, dunque, al complessivo smantellamento dei reparti così come previsto in precedenza. Nonostante tale iter sia già stato avviato nel nosocomio con la chiusura del punto nascite e, non ultimo, con la perdita del reparto di pediatria. Due colpi durissimi per la città. Se l’è cavata bene, insomma, l’ospedale di Paternò, ma le ipotesi di accorpamento di alcuni reparti con l'ospedale "Maria Santissima Addolorata" di Biancavilla, che anche questo è ora indicato come presidio di base nel nuovo disegno, non possono del tutto considerarsi escluse.

Il più grande sospiro di sollievo è, però, dato dalla conferma del mantenimento del pronto soccorso di Paternò, appunto. Reparto che, contando oltre 30 mila accessi all’anno, risulta particolarmente prezioso non solo per i paternesi, ma per l'intero bacino di utenza a cui si rivolge, cioè i pazienti provenienti dai Comuni limitrofi: Belpasso, Motta Sant’Anastasia, Misterbianco, Ragalna. Eppure, l’ipotesi di chiusura del pronto soccorso era emersa a settembre, circostanza nella quale l’assessorato addusse poi ad un “errore nel computer”.

Salvi anche gli ospedali riuniti di Giarre e Acireale, strutture che sorpresa spuntano nella categoria “spoke”, diventano cioè Dea di primo livello (dipartimenti emergenza urgenza), dotati di pronto soccorso con funzioni di rianimazione e degenza. Questi due erano inizialmente stati indicati come semplici presidi di base. Senza dimenticare che il nosocomio giarrese “S.Giovanni di Dio e Sant'Isidoro” aveva già perso nell’aprile del 2015 il pronto soccorso con tutti i disagi del caso. Fra gli “spoke”, grosso ospedale, confermato anche Gravina di Caltagirone.

Rispetto alle vecchie bozze nulla cambia, invece, per l’ospedale di Bronte, che viene confermato come Pte (punto territoriale d’emergenza), cioè presidio in zona disagiata. A questa categoria si aggiunge l’ospedale Militello in Val di Catania, inizialmente individuato come presidio di comunità. Categoria quest’ultima sparita nel nuovo piano.

Insomma, altro che riprogettazione e rimodulazione tese al ribasso. La nuova rete ospedaliera ha già ricevuto apprezzamenti e plausi da tutti i fronti. Il sindaco Enzo Bianco ha infine sottolineato: “Restiamo in attesa delle decisioni sulle specializzazioni, che dovrebbero essere comunicate nei prossimi giorni, ma siamo decisamente fiduciosi". 

"Lo schema di rete dell'emergenza-urgenza ospedaliera, presentato ai sindacati di categoria dall'assessore regionale Baldo Gucciardi, ha almeno due motivi per essere apprezzato. Intanto, per il fatto che nasce dal confronto con le organizzazioni dei lavoratori e dei cittadini, come la Uil Fpl-Uil Fpl Medici, e ne raccoglie alcune proposte qualificanti. Inoltre, perché rispetta e promette di valorizzare la complessa struttura della Sanità pubblica che in passato era stata messa a rischio da scelte inopinate, dannose e calate dall'alto", hanno, invece, dichiarato Enzo Tango, segretario generale della Uil Fpl Sicilia, e Fortunato Parisi, segretario della Uil Fpl Medici Sicilia e della Uil di Catania, al termine della riunione convocata ieri a Palermo dall'assessore alla Sanità per la presentazione del disegno del sistema regionale di rete dell'emergenza-urgenza.

Ad auspicare le assunzioni sono invece segretario generale della Cisl Sicilia, Mimmo Milazzo e il segretario generale della Cisl Fp Sicilia, Gigi Caracausi. “L’incontro - hanno dichiarato - con Gucciardi si è rivelato ancora una volta proficuo, apprezziamo il coraggioso impegno con cui l’assessore ha portato avanti la riorganizzazione del sistema sanitario regionale. Il prossimo passo però sono le assunzioni, fondamentali per assicurare servizi efficienti e per rendere la riorganizzazione veramente efficace”.

 

 

 


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