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il profilo criminale

Tutto su "Melo l'Africano":
referente acese dei Mussi i Ficurinia


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CATANIA - I finanzieri questa mattina hanno notificato a "Melo L'Africano", così è conosciuto nella malavita acese Carmelo Pavone, un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. "L'Africano" gestirebbe, insieme ai figli, un'organizzazione criminale ben strutturata dedita al contrabbando internazionale di carburante. Il nome di Carmelo Pavone rimanda al maxi blitz Vicerè dei carabinieri dello scorso febbraio che ha decapitato cupola e squadre operative in tutta la provincia della famiglia mafiosa dei Laudani.

"Melo l'Africano" sarebbe il referente delle "Aci" dei Laudani. Insomma il numero 1 della cellula acese dei Mussi i ficurinia, almeno fino a qualche anno fa. In un primo momento il boss acese, già arrestato nel 2003 per estorsione sempre dai carabinieri, era sfuggito alla cattura. Ma la latitanza è durata meno di 24 ore: i militari lo hanno arrestato a bordo del traghetto che da Villa San Giovanni porta a Messina. Era in compagnia di Maria Torrisi, una delle tre "madrine" coinvolte nella maxi inchiesta dei Vicerè. L'apparato accusatorio della Dda nei confronti di Pavone, classe '49, avevano retto anche davanti al Tribunale del Riesame che aveva confermato poche settimane dopo il blitz l'ordinanza di custodia cautelare. Il nome dell'Africano, poi, aveva fatto da sfondo al clima di intimidazioni nei confronti del sindaco di Acireale Roberto Barbagallo e del deputato regionale Nicola D'Agostino.


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