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9 arresti

Droga sull'asse Catania-Calabria
Spaccio a San Cristoforo e Zia Lisa


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La polizia ha scoperto un gruppo di trafficanti vicino al clan Cappello Bonaccorsi. Nelle intercettazioni, la sostanza stupefacente era identificata con le parole: "arancini" e "cartocciate". L'organizzazione era capeggiata dal Nucleo familiare Cambria. I nomi degli arrestati. LE FOTO - VIDEO BLITZ - FILMATO ARRESTI - LE INTERCETTAZIONI

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CATANIA - Un'azienda di famiglia specializzata in traffico di "marijuana e cocaina". E' quello che è stato scoperto dalla Squadra Mobile di Catania a seguito di un'articolata indagine che oggi ha portato all'arresto di 9 persone (5 erano già in carcere). I trafficanti operavano nell'asse Catania - Calabria per l'approviggiomento di droga che smerciavano in due piazze di spaccio a San Cristoforo e Zia Lisa. L'inchiesta scatta proprio dal monitoraggio della vendita al dettaglio. "Ma i poliziotti non si fermano" - spiega il pm Agata Musella. 

Le indagini (svolte tra ottobre 2011 e giugno 2012) hanno permesso di ricostruire ogni tassello dell'organizzazione criminale che avrebbe ricevuto il "benestare" dalla cosca Cappello-Bonaccorsi. Uno dei clan più operativi nella roccaforte di San Cristoforo. La "mente" del gruppo di trafficanti era la famiglia di Andrea Cambria: padre e i figli Sebastiano e Mario Carmelo. Tutti e tre destinatari della misura di oggi che non ha caso prende il nome di operazione "Family".

La famiglia Cambria reggeva le file dell'organizzazione. Ad occuparsi dell'approvvigionamento e del trasporto erano Mario Strano Gerbino e Alessandro Di Benedetto. Erano loro due i "corrieri" della droga che facevano da "collante" con i fornitori calabresi. Dagli accertamenti sarebbero emersi consolidati rapporti con le 'ndrine della Piana di Gioia Tauro. I figli di Cambria una volta ricevuto il carico, commercializzavano la droga nelle due piazze di spaccio. I due erano affiancati da Orazio Conte, zio e cognato di Andrea Cambria. "La piazza di spaccio funzionava come un vero e proprio supermercato della droga a cielo aperto - spiega la pm Musella - a fine giornata, emerge dalle intercettazioni, c'era il conteggio dei soldi". Una vera e propria rendicontazione dei proventi illeciti.

La "copertura mafiosa" era assicurata da Santo Strano, "facci i palemmu", uomo di vertice della famiglia Cappello Bonaccorsi. Grazie al "placet" della cosca la famiglia Cambria poteva operare a Catania. "L'operazione di oggi parte dall'indagine Colomba" - chiarisce Antonio Salvago. In quel blitz era stata azzerato un gruppo di spaccio, legato alla famiglia Crisafulli, specializzato in marijuana. "A chiudere il cerchio sono stati utili anche le dichiarazioni di Domenico Querulo, trafficante di San Cristoforo, diventato collaboratore di giustizia". Querulo è stato arrestato nella maxi retata Bisonte 2, che aveva fermato un florido traffico di cocaina nell'asse Napoli-Catania.

Inutili i tentativi di depistare gli investigatori: nelle conversazioni, infatti, i trafficanti utilizzavano un linguaggio criptico per indicare lo stupefacente. Uno stratagemma che non è servito. "Armani" e "giubbotti" erano alcuni dei termini usati, ma l'ispirazione proveniva anche dalla gastronomia tipica siciliana e catanese come "arancini" e "cartocciate".

Nel corso delle indagini sono stati sequestrati 16 chili di droga e quasi 500 mila euro in contanti. Il primo sequestro è avvenuto il 21 novembre 2011: Mario Gerbino è stato trovato in possesso di 6 chili e mezzo di cocaina, di 4 pistole (due revolver, una semiautomatica calibro 9X21 e una semiautomatica calibro 9) e due fucili a pompa e di 467 mila euro in contante. Oltre a vari manoscritti. Il 2 giugno 2012 è stato arrestato Di Benedetto: era in possesso di 8 panetti di cocaina, per un totale di 9,6 kg. Dalle indagini è emerso che i carichi di cocaina potevano variare dai 6 ai 10 chili. Le spedizioni avvenivano circa ogni 20 giorni. La cocaina costava 40 mila euro al giorno.

Le accuse nei confronti degli indagati sono associazione finalizzata al traffico di droga, con l'aggravante di aver favorito l'organizzazione mafiosa dei Cappello Bonaccorsi. Nel corso blitz i poliziotti hanno sequestrato 40 mila euro in contanti: gli agenti li hanno trovati nel corso delle perquisizioni a casa di Sebastiano Cambria. "Questo sequestro deve far pensare" - chiosa il procuratore Michelangelo Patanè. I soldi, infatti, potrebbero essere la prova della piena operatività ancora del gruppo, nonostante le contestazioni si riferiscano al 2012.

I NOMI DEGLI ARRESTATI.

Andrea Cambria, pregiudicato classe '63;

Santo Strano, pregiudicato classe '66;

Sebastiano Cambria, pregiudicato classe '91;

Alessandro Di Benedetto, pregiudicato classe '66;

Orazio Conte, pregiudicato classe '73;

Alfio Costa, pregiudicato classe '72;

Giovanni D'Angelo, pregiudicato classe '81;

Mario Carmelo Cambria, pregiudicato classe '86;

Mario Gerbino, pregiudicato classe '68.



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