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Il Caso Catania

Alfano prende tempo: "Attendiamo gli esiti giudiziari"


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CATANIA. Alla fine, la montagna ha partorito il topolino. Non che dal Question-time di oggi pomeriggio alla Camera, ci si attendesse chissachè, per carità. L’interrogazione sui fatti legati al “Caso Catania” scaturito dalla relazione della commissione regionale antimafia, è stata presentata dal gruppo parlamentare del M5S: dagli scranni del Governo, è stato il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, a fornire la posizione ufficiale del Viminale. Alfano ha, sostanzialmente, rispedito al mittente la richiesta di costituire una commissione governativa che potesse verificare se vi fossero, o meno, gli estremi per lo scioglimento del consiglio comunale.

L’INTERVENTO DI ALFANO. “I fatti sui quali muove l’interrogazione vertono sull’ipotesi che la realizzazione del Piano Urbanistico Attuativo del Comune di Catania avrebbe suscitato gli appetiti di Cosa Nostra e sarebbe stato oggetto di un tentativo di infiltrazione mafiosa. Allo stato delle risultanze disponibili, emerge che l’impresa risultata affidataria dell'intervento urbanistico è in possesso di documentazione antimafia liberatoria. Aggiungo che l’amministrazione comunale di Catania ha voluto sottoscrivere un protocollo di legalità tra Prefettura e Comune, esattamente su questo argomento. E, tuttavia, trattandosi di un accertamento che risale a qualche tempo fa e non più aggiornato per assenza di richiesta dalle stazioni appaltanti, la Prefettura di Catania procederà ad una immediata e puntuale attuazione degli accertamenti per confermare o meno l’assenza di pregiudizio o di elementi ostativi. In riferimento alla relazione della commissione regionale antimafia, informo che il documento è giunto all’attenzione del Prefetto soltanto due giorni fa: è evidente che i contenuti della relazione oggetto di accertamento giudiziario e coperti da segreto investigativo verranno accuratamente valutati con il pieno coinvolgimento delle forze di polizia. Solo all’esito di questa valutazione potrà verso un quadro preciso tale, eventualmente, da prendere la decisione di avviare un accesso ispettivo”.

Una presa di posizione cha ha, ovviamente, fatto masticare amaro ai parlametari pentastellati: “Ministro, non avevamo dubbi che ci avrebbe risposto così - ha esordito la deputata Giulia Grillo -. Lei ha rinviato all’accertamento dell’autorità giudiziaria: quindi, dobbiamo sempre delegare. Lo Stato non deve prendersi mai la propria responsabilità di fronte ad una richiesta legittima di fare chiarezza su quello che stava succedendo al Comune di Catania. Sarebbe stato un atto di responsabilità da parte di questo governo, di istituire una commissione prefettizia che valutasse tutti gli elementi che avessero condizionato l’amministrazione comunale di Catania: sia in riferimento alla relazione della commissione antimafia sia in riferimento a quanto accaduto in relazione alla vicenda “Stella Polare” che non può essere liquidata così: ci sono atti pubblici che parlano chiaro”.


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