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Lo "spaccio" suggellato con il bacio
Decapitato il gruppo dei Nizza di San Giorgio


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, Cronaca

Si chiama "Kiss" la retata della Squadra Mobile che ha portato all'arresto di sei trafficanti di droga. Uno risulta latitante. In via della Rondine si smerciava marijuana e cocaina. LE FOTO - VIDEO - INTERVISTA A SALVAGO

 

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CATANIA - Si baciavano sulle labbra per salutarsi. Le registrazioni della polizia immortalano i nuovi "boss" (o che ambiscono a esserlo) che suggellano la loro appartenenza mafiosa con un bacio: un rito che proviene da lontano e che trova piena attuazione tra le nuove leve del traffico di droga a Catania. L'imprinting del bacio serve soprattutto a marchiare il territorio e far capire l'appartenenza alla famiglia dei Santapaola. Da questo retroscena prende il nome dell'operazione eseguita oggi dalla Squadra Mobile di Catania che ha disarticolato il gruppo di Nizza che avrebbe allargato - secondo le ricostruzioni degli inquirenti - il suo dominio sul traffico di stupefacenti anche a San Giorgio. Qui, sarebbe stata creata una piazza di spaccio gestita da Giuseppe Santostefano, uno dei sei arrestati di questa mattina (uno è al momento latitante).

La conferenza stampa



L'inchiesta coordinata dal pm Rocco Liguori prende spunto da un sequestro di  260 kg di marijuana del maggio 2014. "La droga era stata rinvenuta all'interno di un garage di pertinenza di Carmelo Natale Anastasio - spiega Antonio Salvago, dirigente della Squadra Mobile - Le indagini avviate ci hanno permesso di appurare che la droga che era solo una minima parte di un grosso carico proveniente dall'Albania doveva servire per rifornire una piazza di spaccio a San Giorgio". E altro non era che la piazza di spaccio gestita da Santostefano (42 anni) con la "collaborazione" degli altri cinque raggiunti dalla misura: Carmelo Anastasio, 44 anni, Vincenzo Grasso, 28 anni (ai domicilari), Dario Santostefano, 27 anni, Maurizio Torrisi, 42enne conosciuto come "Mille lire", Orazio Vinciguerra, 25 anni. Per loro le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, con l'aggravante di avere commesso il fatto al fine di favorire l'attività dell'associazione mafiosa facente capo al "gruppo Nizza", appartenente al clan Santapaola-Ercolano. Tre sono indagati anche per armi.

L'inchiesta si chiude in pochi mesi (tra la primavera e l'autunno del 2014): il gruppo sarebbe direttamente collegato - secondo le risultanze investigative - al gruppo di San Cocimo storicamente legato a Maurizio Zuccaro, il boss santapaoliano famoso per gli autosalassi provocati per evitare il carcere.

Ai vertici del piazza di spaccio di marijuana e cocaina ci sarebbe stato Maurizio Torrisi. I turni funzionavano con il cosidetto metodo napoletano: pomeriggio, sera e notte con pusher e vedette in azione. Il gruppo era capace di autorifornirsi: all'occorrenza i suoi alleati scambiavano armi in cambio della droga. Gli indagati, infatti, avevano disponibilità di pistole e fucili.  Il 20 agosto 2014 Torrisi era stato catturato dopo un periodo di latitanza: sarebbe uscito dal carcere per alcuni problemi di salute incompatibili con la detenzione. Oggi è tornato in manette. Torrisi sarebbe stato un uomo di vertice del gruppo dei Nizza: poteva partecipare ai summit e riceveva direttamente la droga dai "boss". Un approviggionamento di diversi chili di marijuana ogni 10 giorni e un cospicuo quantitativo di polvere bianca da smerciare in via della Rondine a San Giorgio.

A chiudere il cerchio delle indagini sono state anche le rivelazioni dei collaboratori di giustizia Fabrizio Nizza e Davide Seminara.


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