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Etna, discariche a perdita d'occhio
Cumuli di rifiuti tra le lave del 1600


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Catania, etna rifiuti, Cronaca

Un fenomeno, quello delle microdiscariche, che non accenna ad arrestarsi, nemmeno dopo giornate di sensibilizzazione come “Meglio Parco che sporco” che a inizio novembre ha visto diversi siti bonificati grazie all’opera di numerosi volontari. LE FOTO

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BRONTE – Là dove l’asfalto cede il posto al basolato lavico che dà il benvenuto e accompagna nel territorio del Parco dell’Etna. Tra lave cordate del 1600, nella distesa assolata della pianura lavica, è lì che all’occhio rapito da tanta bellezza si mostrano senza ritegno i segni delle offese arrecate dall’uomo a quello che dal 2013 è ormai Patrimonio dell’Umanità, l’Etna. Isolanti, bottiglie, cartoni, sacchi pieni di spazzatura, tutto disseminato nelle piazzette di sosta, tristi testimoni di feste godute e amori consumati. E al di là dei muretti che segnano il cammino lungo lo spento fuoco del vulcano, nascosti allo sguardo di chi non si sporge, ecco cumuli e cumuli di immondizia. Scarti edili, elettrodomestici, scatole, vetri frantumati, pneumatici, cumuli di eternit ormai sgretolato e anche un divano che messo lì riesce pure a strappare un sorriso amaro a chi, sdrammatizzando di fronte a un simile scempio, dice di essere arrivato non alla porta ma al “salotto dell’Etna”.

Un fenomeno, quello delle microdiscariche, che non accenna ad arrestarsi, nemmeno dopo giornate di sensibilizzazione come “Meglio Parco che sporco” che a inizio novembre ha visto diversi siti bonificati grazie all’opera di numerosi volontari. “Già la settimana successiva tutte le aree di sosta erano piene di immondizia”, commenta avvilito Antonio Mirulla, presidente dell’associazione Etna e dintorni che da giugno ha in gestione la Casermetta di Piano dei Grilli, il rifugio cui si arriva dopo aver percorso tutto il basolato. “Ogni fine settimana, lungo il percorso, raccogliamo due sacchi da cinquanta litri di spazzatura. Noi ripuliamo tutto quello che possiamo togliere, ma credimi – continua – è un’opera immane. Siamo vinti in partenza, perché già il giorno dopo le aree di sosta sono tutte piene”.

“La spazzatura nelle piazzole verrà rimossa immediatamente, ma tra qualche giorno probabilmente si troverà di nuovo sporco”. È l’amara quanto realistica affermazione del primo cittadino, Graziano Calanna, che di fronte ai cumuli di immondizia al di là del basolato lavico pone anche un problema di natura tecnica, in quanto queste zone, a differenza delle aree di sosta, “non rientrano negli ambiti di competenza della società che effettua il sevizio di pulitura”. Due sono quindi le strade percorribili per poter bonificare la zona: il ricorso a un’operazione di pulizia straordinaria o l’intervento dei volontari. Ma “le operazioni di pulizia straordinaria – aggiunge – hanno un costo non indifferente che viene riversato sui cittadini”, per questo, considerando che “Bronte ha il territorio più vasto di tutto il comprensorio, sarebbe impossibile anche sotto il profilo economico andare a pulire ogni volta dove gli altri sporcano”. Una situazione aggravata dal malcostume degli incivili che se non tornano a deturpare le stesse zone, trasformano in discariche altre aree.

Per i cumuli di immondizia lungo le cordate laviche, afferma dunque il sindaco, “chiederemo aiuto alle associazioni e al Parco dell’Etna”. La prossima operazione di pulizia straordinaria, invece, “preferiamo concentrarla in altre aree. Ne abbiamo tantissime, come la zona dei lochi di Saragoddio, che se non la attenzioniamo viene sempre ricoperta di rifiuti”. Ma al di là di queste gravose operazioni, che altro non sono che soluzioni tampone, necessario per trovare un rimedio definitivo al problema è non solo l’acquisto di un sistema di videosorveglianza mobile, per il quale, dichiara Calanna, “ci stiamo attrezzando”, sebbene impossibile “sarebbe pensare di ricoprire di telecamere tutto il territorio”, ma anche e soprattutto “puntare su prevenzione, grazie alla collaborazione della parte sana della città, e consequenziale repressione”.

Prossimo obiettivo per l’amministrazione sarà “quella che chiamiamo ‘Operazione rifiuti’”, intesa, specifica il primo cittadino, non tanto e non solo in termini “di pulizia straordinaria, che abbiamo sempre effettuato, quanto la messa a punto di una strategia che consenta di aumentare il livello di percentuale della differenziata e di produrre dei risparmi considerevoli sui costi in bolletta”. Un’operazione questa a cui si aggiunge anche “l’opera di civiltà” invocata da Antonio Mirulla, da diffondere attraverso un’apposita campagna di sensibilizzazione e da inculcare già a partire dalle primissime scuole.

 


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