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L'INCHIESTA

Santapaola, i verbali di Amore:
"La mafia controlla i posteggiatori"


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giuseppe amore, mensile s, pentito, Catania, Cronaca
CATANIA- Ordini di scuderia, direttamente dai vertici del clan Santapaola, per gestire i posteggiatori abusivi che lambiscono la Stazione. Il mensile "S" (in edicola o acquistabile on-line), dedica uno speciale alla collaborazione del pentito Giuseppe Amore, ex rapinatore affiliato al Gruppo della Stazione, uomo di fiducia dei vertici dell'organizzazione. “Le direttive venivano fornite - svela il collaboratore Giuseppe Amore- ai reggenti Cristoforo Romano e Benedetto Zucchero direttamente da Aldo Ercolano”. Gli incontri avvenivano spesso all'interno di un'officina meccanica. Aldo Ercolano “veniva spesso là, con Bendetto Zucchero e Cristian, si chiudevano dentro l'officina meccanica, lui e Aldo e certe volte anche un ragazzo con lo scooter amaranto”.

I verbali del pentito sono finiti al centro delle indagini della Guardia di Finanza coordinate dal procuratore capo Michelangelo Patanè.

Amore riesce a sentire che tra gli ordini c'era quello di gestire i posteggi. Le stradine che lambiscono la Stazione, non a caso, pullulano di posteggiatori abusivi. Un fiume di soldi nel cuore della città, una zona che vale decine di migliaia di euro ogni giorno, dove insiste uno dei più grandi mercati del Sud Italia, quello di piazza Carlo Alberto e il Corso Sicilia, quartiere delle banche e dei grandi studi professionali.

Soldi facili. Per gestire i posteggi sarebbe sorto un contrasto con i Carcagnusi, uomini di Nuccio Mazzei, che nella zona della Stazione gestiscono alcune discoteche, già al centro di un approfondimento del mensile “S”. “Io sentivo parlare -spiega Amore- perché ce l'avevano quasi tutte i Mazzei, perché ce b'erano un sacco discoteche lì dentro. Allora, quello che si sentiva di più è che erano gestite dai Mazzei. Io sentivo questo”. Ercolano avrebbe ordinato: “Allarghiamo, prendiamoci anche i posteggi”.

A quel punto è iniziato una sorta di censimento tra i posteggiatori, molti dei quali hanno aderito al gruppo della Stazione, coloro che restavano con i Mazzei venivano cacciati su disposizione di Aldo Ercolano, ordine eseguito da Benedetto Zucchero, che avrebbe detto. “Di cca vi nnata agghiri”.

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