Live Sicilia

gli atti del Ros

Pua, l'ombra della mafia
Le relazioni pericolose


Articolo letto 15.426 volte
Catania, ciancio, mafia, Pua, Renzo Bissoli, Catania, Cronaca

Un affare da 300milioni di euro, politica, imprenditoria e mafia secondo le indagini dei carabinieri. (Nella foto, da destra Mario Ciancio)

VOTA
1/5
5 voti

CATANIA –Mario Ciancio Sanfilippo non solo sarebbe stato direttamente interessato nell’affare Pua, ma avrebbe rivestito il ruolo occulto di propulsore del progetto. E’ questo il profilo che tracciano gli investigatori del Ros dell’editore de La Sicilia. La relazione è inserita tra i 47 faldoni nelle mani della Procura che ha chiesto al Gip il rinvio a giudizio di Cianco per concorso esterno in associazione mafiosa. I Ros hanno analizzato tantissime conversazioni tra l’editore e gli attori chiave del mega progetto del centro turistico da realizzare alla Playa di Catania. E non solo, i Ros hanno predisposto dei servizi di osservazione davanti alla sede di Viale Odorico da Pordenone, sede del quotidiano La Sicilia, dove si susseguono nei primi mesi del 2013 le visite di Renzo Bissoli, patron della società Stella Polare (LEGGI L'INTERVISTA) che deve occuparsi della realizzazione del Pua. Incontri organizzati – secondo le valutazioni degli investigatori – come misura preventiva ai sospetti che le utenze di Ciancio potessero essere oggetto di intercettazioni.

L’input investigativo del terremoto giudiziario che ha investito l’editore e direttore Mario Ciancio Sanfilippo parte dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Santo La Causa. In un verbale datato 26 maggio 2012 l’ex reggente di Cosa nostra rivelava alla magistratura che Enzo Aiello, storico boss santapaoliano, era stato informato da Lucio Tusa (esponente del clan Madonia di Caltanissetta) dell’esistenza di un mega progetto “per la realizzazione di un ampio centro turistico nella zona della Playa di Catania”. Enzo Aiello – secondo la ricostruzione di La Causa - avrebbe parlato del progetto con l’imprenditore Incarbone (condannato nel processo Iblis) che avrebbe affermato di conoscere “personalmente l'imprenditore del nord e di poter fare da tramite”. Per gli investigatori del Ros non ci sono dubbi: La Causa parla dell’affare Stella Polare. L’area destinata al mega centro turistico è quella della Playa, il promotore del progetto è Renzo Bissoli, originario del veneto, che avrebbe rapporti d’affari con Mariano Incarbone.(LEGGI INTERVISTA SUI RAPPORTI DI BISSOLI)

La fase cruciale per la concreta realizzazione del progetto è legata all’esame e approvazione da parte del consiglio comunale. Step che Ciancio e Bissoli hanno seguito con molta attenzione. In una telefonata del 9 aprile del 2013 l’editore ha ricevuto una chiamata da parte dell’imprenditore durante la quale gli comunicava che una delegazione dell’Ance (Associazione nazione costruttori edili) dopo un colloquio con lui era andata a Palazzo degli Elefanti per parlare con il presidente del Consiglio Comunale (all’epoca era Marco Consoli, attuale vice sindaco della Giunta Bianco) per perorare la causa “Stella Polare”. Bissoli a quel punto chiedeva a Ciancio di contattare qualche esponente dell’associazione per diffondere la notizia attraverso i mezzi di comunicazione del gruppo. I due cercavano di fare mente locale su chi in quel momento era al vertice dell’Ance; il direttore comunque sosteneva che i giornalisti sarebbero riusciti in questo compito e in ogni caso si poteva chiedere a Consoli. Alla fine Bissoli accennava a un incontro tra l’Ance e il Comune fissato per il giovedì successivo. Una notizia su cui l’editore esprimeva un giudizio molto positivo.

La seduta del Consiglio Comunale in cui si è discusso del Pua è quella del 17 aprile 2013. Due giorni prima, il 15 aprile, Ciancio è intercettato mentre parla con una professoressa di Storia Moderna dell'Università di Catania, una fedelissima dell’editore visto il numero di telefonate che si scambiano. In quella conversazione il direttore de La Sicilia ha affermato che “dopo domani sarebbe stato un giorno storico in quanto si sarebbe deciso questa cosa”. Chiaro il riferimento alla seduta del consiglio comunale. Il 17 aprile 2013 alle cimici dei Ros non è sfuggita la reazione di Ciancio alla notizia dell’approvazione del Pua da parte dell’assise cittadina. La figlia Angela lo ha chiamato per felicitarsi e l’editore si è dichiarato commosso. Il giorno dopo è avvenuta la telefonata “incriminata” tra Bianco a Mario Ciancio. Una conversazione che ieri ha fatto scricchiolare qualche poltrona al Comune. Non è mancato però l’intervento del sindaco che ha assicurato piena trasparenza e l’istituzione di “un protocollo di legalità”. Ma intanto quella chiamata alla vigilia della campagna elettorale che ha consacrato Bianco sindaco di Catania esiste ed ha scatenato le reazioni della società civile e della politica, in primis del Comitato No Pua e del Movimento di Matteo Iannitti, Catania Bene Comune, che domani in piazza Duomo hanno convocato una conferenza stampa dal titolo emblematico: “Il Pua è Mafia”.


/web/virtualhosts/catania.livesicilia.it/www/upload/assets/xml/1324,3,sotto-articolo.php


Segnala il commento