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Pua, D'Agata interrogato dai Pm


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di Antonio Condorelli. Non è indagato ed è finito al centro delle intercettazioni per essersi astenuto nella votazione della delibera che ha dato il via libera all'edificazione della Playa. L'intervista all'assessore D'agata

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CATANIA- Citato in un'intercettazione tra il sindaco Enzo Bianco e l'editore Mario Ciancio, Rosario D'Agata, attuale assessore alla Legalità, è stato convocato in Procura. Non è indagato ed è finito al centro delle intercettazioni per essersi astenuto nella votazione della delibera che ha dato il via libera all'edificazione della Playa. E' bene precisare che dalla lettura degli atti -di cui Livesicilia è in possesso- emerge che D'Agata ha sempre agito correttamente e nel rispetto della legalità.

A interrogarlo il magistrato Antonino Fanara. D'Agata inizia ripercorrendo la sua carriera politica, che lo ha visto tra i banchi del consiglio comunale dal 1993 al 2013 militando nelle file del Pds, Ds e Pd.

L'assessore ricorda che alcuni anni fa, quando era consigliere dei Ds, partecipò alla votazione per la variante urbanistica presentata dalla Icom Srl per costruire il noto centro commerciale Porte di Catania. Non nasconde di essere a conoscenza che all'affare era interessato Mario Ciancio e che insieme ad alcuni colleghi espresse parerere contrario alla proposta di delibera concordando con la tesi di Confcommercio che si opponeva alla nascita di un nuovo centro commerciale.

D'Agata non ricorda che la delibera che ha trasformato i terreni di Ciancio in oro, venne approvata in seconda convocazione, mancavano pochi mesi alle comunali del 2005, quando Bianco fu battuto da Umberto Scapagnini grazie anche all'elargizione, da parte dell'ex sindaco azzurro, di fondi ai dipendenti comunali a due giorni dal voto. L'assessore nega di aver mai avuto rapporti con Vincenzo Viola, amministratore della icom e politico regionale.

Poi torna alla delibera e parla di quelli che erano gli uomini di Raffaele Lombardo: Marco Consoli (attuale vicesindaco di Enzo Bianco), Salvatore Pulvirenti, Giuseppe Vittorio e Roberto Commercio. Rosario D'Agata torna poi sulla variante del Pua, presentata dalla società Stella Polare rappresentata da Renzo Bissoli. Il politico democratico ricorda di essere stato sempre perplesso per il progetto e di aver scelto di astenersi dal voto perché l'edificazione della Playa sarebbe stata rilevante sul piano dello sviluppo economico e occupazionale.

In un altro verbale, D'Agata si concentra sulla delibera del 17 aprile 2013, finita al centro delle intercettazioni tra Bianco e Ciancio. Ricorda di essersi astenuto insieme a Francesco Navarria e a Francesca Raciti, ma che la delibera fu approvara da 23 consiglieri, a maggioranza.

 


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