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L'intervento

"Salvini cavalca le tragedie
La chiusura del Cara non basta"


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, Politica

L'impatto emotivo del duplice omicidio di Palagonia è ancora vivo. "Eppure, Salvini è andato lì a fomentare violenza, rabbia e odio razziale", spiega l'eurodeputata catanese, Michela Giuffrida. Che parla anche della svolta epocale che potrebbe giungere la prossima settimana dall'Europa sul fronte dell'immigrazione. La questione, manco a dirlo, è serissima.

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CATANIA. A sventolare c’erano bandiere italiane, della Lega e di censura all’Unione Europea. Assieme alla riproposizione di slogan, applausi ed una quantità industriale di rabbia: ieri è andato in scena il “Salvini day” proprio dinanzi al Cara di Mineo. L’impatto emotivo del duplice omicidio di Palagonia è ancora fresco. Una ferita terribile inferta ad una comunità che ora vive drammaticamente nella paura. Ed eccola, la politica che entra a gamba tesa in una quotidianità che riaffiora, come nella stragrande maggioranza delle volte, al momento della tragedia. E, allora, ieri - come detto - è stato il turno del leader della Lega Nord. Da contorno anche qualche battuta, mica tanto velata, ai colleghi eurodeputati: “Dove sono io non lo so. Ma si dovrebbero vergognare”.

“Chi si dovrebbe vergognare è proprio lui che cavalca un duplice omicidio che ha scosso tutti e su cui si sta speculando”. Non ci gira troppo attorno la deputata europea Michela Giuffrida che la visita di Salvini con annesse dichiarazioni al vetriolo non le ha proprio digerite.
“Lui è andato lì per fomentare violenza, rabbia, odio razziale e tutto il resto - tuona l’eurodeputata etnea -. Quando io, per due volte nell’ultimo anno, mi sono recata al Cara di Mineo per verificare quello che viveva la popolazione, l’ho fatto in silenzio senza claque e senza folla preordinata. Grazie al lavoro degli eurodeputati mercoledì prossimo, molto probabilmente, verrà annunciato un sistema che prevede che ogni Stato membro si faccia carico della redistribuzione che complessivamente dovrebbe essere elevata fino a 160 mila aventi diritto. In pratica, siamo riusciti ad abbattere le resistenze dell’Inghilterra e degli stati dell’Europa dell’est. In questo modo, l’Italia verrà finalmente sgravata. Tutto questo fino a tre mesi fa era impensabile”.

Resta, tuttavia, aperta una questione: quella del Cara di Mineo. Dopo gli scandali che l’hanno collegato a Roma Capitale e la recentissima tragedia di Palagonia, tutti (o quasi) invocano la sua immediata chiusura. “E’ scandaloso accorgersi di tutto quello che è girato attorno al Cara di Mineo. Io sono favorevole alla chiusura del Cara ma non basta. Perché, a cascata, non si risolverebbero tutti i problemi che ne derivano: occorre avere un approccio diverso con tutto il problema immigrazione, partendo anzitutto dal Trattato di Dublino. Si va verso la sua rivisitazione e questo significa che la gente che arriva qui non dovrà più essere burocraticamente a carico dello Stato italiano ma di quello di destinazione. Il Cara non avrebbe nemmeno più senso di esistere ancora”.

 Intanto, poco più di quindici giorni fa al Porto di Catania approdavano le salme (ed i sopravvissuti) del nubifragio al largo delle coste della Libia. La domanda più ricorrente, in quel frangente, era: “Ma è possibile che l’Unione Europea non si accorga di questo inferno?”. “Io vorrei evitare di fare di tutta un’erba un fascio - conclude l’eurodeputata Michela Giuffrida -. L’Europa è fatta di tre istituzioni: il Parlamento, la Commissione e il Consiglio. Ebbene, il Parlamento ha sempre avuto questa consapevolezza: nel mio caso, ho rivissuto il dramma di sempre quando, da giornalista, sulle spiagge andavo ad assistere a tragedie di questo tipo. La mancata consapevolezza sta, purtroppo, nel Consiglio: e questo dev’essere fatto capire a tutti. Fino a quando non convinceremo il blocco del “no”, che è costituito dall’Inghilterra e dai Paesi dell’Est, noi avremo perso la battaglia sull’immigrazione”.



Infine, l’ultima considerazione è una stoccata proprio a Salvini: “Ricordiamoci che posizioni esasperate e di populismo inutile come il suo, sono posizioni che riguardano gli anni tristi della nostra storia. Non è portando acqua al mulino elettorale di chi cavalca come uno sciacallo le tragedie che noi risolveremo il problema”.


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