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Il caso

Nicole, sospesi tre medici della Gibiino
La Procura: "Accusati di omicidio colposo e falso"


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La sospensione per un periodo di dieci mesi riguarda il neonatologo Antonio Di Pasquale, la ginecologa Maria Ausilia Palermo e l'anestesista Giovanni Alessandro Gibiino. #giustiziapernicole LA POSIZIONE DELLA GIBIINO

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CATANIA -  Non potranno esercitare la professione medica per dieci mesi. Antonio Di Pasquale, neonatologo, Maria Ausilia Palermo, ginecologo e Giovanni Alessandro Gibiino, anestesista, sono accusati di omicidio colposo: sono i medici che il 12 febbraio 2015 hanno curato il parto alla Clinica Gibiino di Nicole Di Pietro, la piccola neonata che ha commosso l'Italia per la sua morte improvvisa e prematura. I pm Angelo Brugaletta e Alessandra Tasciotti avevano chiesto al Gip Gaetana Bernabò Di Stefano gli arresti domiciliari per i tre indagati, ma il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto la misura interdittiva in quanto "ha ravvisato la sussistenza del pericolo concreto e attuale di reiterazione dei delitti per i quali si procede da parte dei tre indagati colpiti dal provvedimento interdittivo, ritenendolo adeguato a scongiurare tale pericolo".


Nicole, secondo la cartella clinica, sarebbe deceduta durante il trasporto in ambulanza da Catania a Ragusa. Su questo punto però non "c'è la prova scientifica", ma per la Procura quel viaggio non avrebbe potuto salvare la vita alla piccola. "Il nostro convincimento è che quando Nicole è uscita dalla clinica - afferma il Procuratore Michelangelo Patanè - i medici erano consapevoli che non avrebbe avuto alcuna speranza". Le sue condizioni di salute sarebbero state gravissime e "irreversibili": questo emergerebbe anche dall'ascolto delle intercettazioni. Sull'inadeguatezza delle strutture e lo scandalo della mancanza di posti letto "Utin" (rianimazione neonatale) è stato aperto un fascicolo a parte.

Le indagini sono state svolte, sotto il coordinamento della Procura e in particolare dei due pm appartenenti al gruppo guidato dal Procuratore Aggiunto Giuseppe Toscano, dalla Squadra Mobile e dal personale della Polizia Giudiziaria che ha esaminato gli atti sequestrati dalla clinica oltre a eseguire le attività di intercettazione.  L'esame delle telefonate "ha consentito di accertare l'incompletezza del kit di emergenza neonatale in dotazione alla sala parto della Clinica Gibiino".

A Maria Ausilia Palermo - la ginecologa di fiducia di Tania Egitto -  è contestato di aver effettuato "un monitoraggio inadeguato della partoriente nella fase del travaglio e avrebbe omesso di intervenire chirurgicamente con un parto cesareo d'urgenza" e inoltre "avrebbe permesso - afferma Patanè in conferenza stampa - al neonatologo Di Pasquale di praticare, nonostante le controindicazioni, la manovra di Kriesteller". Il neonatolo e l'anestesista dopo la nascita della piccola Nicole "avrebbero effettuato delle manovre ritenute inadeguate, praticando anche la ventilazione manuale e procedendo tardivamente all'intubazione effettuata dopo 20 minuti dalla nascita". Di Pasquale, inoltre, cooperava "in questa condotta colposa nella fase anteriore al parto, perchè avrebbe omesso di accertare la completezza del kit catetero venoso e del sondino di aspirazione, e per aver praticato su Tania Egitto delle manovre pur non avendone la competenza specifica"

I tre medici oltre ad essere accusati di omicidio colposo, sono indagati in concorso con un'ostetrica di  falso ideologico. Nella cartella clinica ci sarebbero delle annotazioni, che in fase di accertamenti e riscontri, non sarebbero "veritiere". "Sono assolutamente incompatibili rispetto alle condizioni della piccola che emergono dalla consulenza" - afferma Patanè. La perizia fornisce risposte agli investigatori anche in merito alle responsabilità del 118 e delle altre strutture che non hanno accolto la bambina. "Su questo si indaga - chiarisce il procuratore - ma in un fascicolo ad hoc sull'inadeguatezze delle strutture sanitarie".

Le indagini - che continuano - si fondano anche sulle dichiarazioni dei testimoni, sull'acquisizione del video del parto realizzato dal papà di Nicole e sull'analisi delle registrazioni delle telecamere di videosorveglianza interna ed esterne della Clinica Gibiino. Queste ultime hanno permesso di ricostruire i vari momenti di quella notte maledetta. "La bambina è nata all'una e diciotto - racconta Alessandra Tasciotti - l'ambulanza della croce verde è arrivata alle 2.26, mentre la bambina è partita in ambulanza alle 3.06. Quindi dalle 2.26 alle 3.06 sono trascorsi quaranta minuti sui quali non è stata fatta ancora completa chiarezza".

Nicole non ha mai pianto. Nessun vagito, solo un sibilo dopo 20 minuti dal parto. E poi una lunga odissea: le chiamate al 118, l'attesa di mamma Tania e poi il trasferimento a Ragusa, dove Nicole è arrivata senza vita per "un arresto irreversibile delle funzioni vitali dovute a una sofferenza acuta fetale".  "Un problema respiratorio" - spiega nel dettaglio il pm Brugaletta.

La misura interdittiva nei confronti dei tre indagati è stata inviata all'Ordine dei Medici che potranno valutare ulteriore misure disciplinari nei confronti di Di Pasquale, Palermo e Gibiino. L'inchiesta è entrata nella fase cautelare: una verità, almeno  processuale, arriverà al termine delle indagini quando sarà formulata una richiesta di rinvio a giudizio e poi - dopo tre gradi di giudizio - sarà emessa una sentenza. 

 


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