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l'anniversario

Trentatré anni senza Alfredo
Il figlio: "Esempio da seguire"


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, Cronaca
ACIREALE - "La lotta alla criminalità è una lotta di tutti e le istituzioni devono meritare fiducia per ottenere collaborazione". Con queste parole il Procuratore aggiunto Michelangelo Patanè introduce l'incontro "Camminando verso la legalità" che si è svolto questa mattina all'istituto Brunelleschi di Acireale. Un incontro organizzato dall'Associazione nazionale antimafia Alfredo Agosta in occasione dei trentatré anni dal barbaro omicidio, la sera del 18 marzo 1982, mentre era in un bar di viale Vittorio Veneto, insieme a un informatore.

Ma anche una tappa del percorso che l’associazione Alfredo Agosta, fondata dal figlio del carabiniere ucciso, Giuseppe, appena 7 anni all'epoca dei fatti, sta portando avanti all’interno delle scuole catanesi non solo per ricordare la figura del padre ma anche per diffondere i valori della legalità e della lotta alla criminalità organizzata.

"Per molti ragazzi - ha detto il procuratore aggiunto Patanè - alcuni personaggi risultano nuovi perchè bisogna tenere conto che si tratta di vittime della mafia cadute ancor prima della loro nascita. Per questo vanno ricordati,affinchè serva loro da punto di riferimento. E' importante che tutti ci rendessimo conto che la lotta alla mafia,alla corruzione, all'estorsione debba essere una battaglia di tutti,non solo delle forze dell'ordine o della magistratura,che da soli non potrebbero farcela. Per questo le istituzioni devono impegnarsi a meritare la fiducia della collettività,quando ciò viene a mancare è difficile che via collaborazione e vicinanza".

"Per me è un onore essere presente oggi - ha detto Giuseppe Agosta - non solo in quanto figlio di Alfredo Agosta,ma anche perchè ritengo importante portare il ricordo di queste figure all'interno delle istituzioni scolastiche e raccontare il sacrificio di quanti hanno creduto nella lotta alla criminalità organizzata e mi sembra ottimale farlo all'interno di una struttura dove quotidianamente si insegna la legalità attraverso la cultura e questo è un impegno che stiamo portando avanti già da tempo".

Presente all'incontro anche il Vice Prefetto di Catania Dottoressa Rosa Maria Monea che ha ricordato ai giovani l'importanza del loro impegno nel futuro per la lotta alla mafia ed a qualsiasi forma di illegalità - "Tutto parte dai giovani - ha ricordato il Vice Prefetto - deve cambiare la mentalità e devono poter crescere in un mondo diverso,per questo è importante che loro sappiano cosa è successo,raccontare la vita che hanno dato i funzionari dello Stato,i magistrati e le forze dell'ordine per debellare la malavita organizzata. E' di vitale importanza per il loro futuro,per le scelte che vorranno fare una volta finiti gli studi.Loro sono il futuro ed è a loro che dobbiamo raccontare i sacrifici di chi ha lottato prima della loro nascita".

In collegamento dal Parlamento europeo, Michela Giuffrida si è soffermata sull’importanza del dibattito e della formazione dei più giovani, basi per la società futura. “La giornata è dedicata alla legalità nel ricordo di un uomo che ha sacrificato la vita per difendere tutti noi e il principio stesso la legalità. Un principio – ha aggiunto – che deve accompagnarci ogni giorno, ogni istante”.


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