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L'antimafia va a scuola
Incontro all'istituto Nautico


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Molto più di una lezione di vita per centinaia di studenti che hanno potuto ascoltare testimonianze dirette della lotta alla mafia, come quella di Giuseppe Agosta, figlio di Alfredo, maresciallo dei Carabinieri ucciso dalla mafia nel 1982.

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CATANIA - Una festa. E una lezione di vita. Ma soprattutto un momento di riflessione sull'importanza dell'antimafia come stile e filosofia di vita. E' stata un successone  la cerimonia di intitolazione dell'aula magna dell'Istituto superiore “Duca degli Abruzzi”  ai giudici Livatino e Saetta Labisi,  e alla professoressa Antonietta Labisi.

Molto più di una lezione di vita per centinaia di studenti che hanno potuto ascoltare testimonianze dirette della lotta alla mafia, come quella di Giuseppe Agosta, figlio di Alfredo, maresciallo dei Carabinieri ucciso dalla mafia nel 1982, che ha parlato della propria esperienza personale e ha spiegato ai giovani uditori il valore assoluto della legalità e quanto sia importante, in particolare in un territorio come quello siciliano, camminare con la schiena dritta. "I ragazzi hanno ascoltato in silenzio - racconta Agosta - ma i loro occhi brillavano di curiosità. Per questo abbiamo deciso di proseguire su questa strada e incontrare gli studenti delle scuole catanesi per parlare loro di antimafia e di legalità".

Presenti alla manifestazione, oltre ad Attilio Cavallaro, presidente del Comitato Antimafia “Rosario Livatino e Antonino Saetta”, Fausto Sanfilippo presidente dell'associazione nazionale antimafia Alfredo Agosta, rappresentanti del mondo della Magistratura e delle Forze dell'ordine.

 


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