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L'accusa di tentato omicidio

Avrebbero sequestrato minorenne
Arrestato 33enne ma c'è un complice


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giarre, tentato omicidio, Cronaca
GIARRE - I Carabinieri della Stazione di Mascali, coadiuvati dai colleghi del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Giarre, hanno arrestato Sagona Francesco, classe 1982, operaio manutentore della comunità alloggio per minori non accompagnati “Esperanza”, poiché ritenuto responsabile, insieme ad un altro dipendente della struttura, al momento irreperibile e tutt'ora ricercato, di tentato omicidio, sequestro di persona e lesioni personali ai danni di un minore di origini nigeriane.

Secondo quanto diffuso dai Carabinieri, ieri, verso le 7 di mattina, il giovane, ospite da diversi giorni della comunità “Esperanza”, è entrato in un bar della frazione Nunziata di Mascali dal bar, chiedendo aiuto perché ferito. Immediatamente sono giunti sul posto il Comandante della locale Stazione, le gazzelle del Radiomobile e il personale del 118 che ha prestato soccorso al ragazzo, trasportandolo al pronto soccorso dell’Ospedale di Giarre, dove gli sono state diagnosticate varie ferite lacero contuse.

Avviata immediatamente l’attività investigativa per comprendere le cause del ferimento, con la collaborazione degli assistenti sociali e dei mediatori culturali (anche perché il minore parlava solo il francese e un minimo d’inglese), la vittima è riuscita a fornire agli investigatori i dettagli della notte di terrore appena trascorsa. Secondo quanto riportato dal minore, poco dopo la mezzanotte, con uno stratagemma Sagona lo avrebbe convinto a lasciare la comunità ed a salire a bordo della propria vettura “per parlare”; dirigendosi, in realtà, verso una zona isolata della frazione di Fondachello, dove ad attenderli c’era il complice.

Lì il minore ha raccontato di essere stato aggredito con un arma da taglio e di essere riuscito solo per miracolo a sfuggire ai due aguzzini. I Carabinieri, durante l’esposizione dei fatti, sarebbero riusciti a ricostruire anche il movente del ferimento: sembra che a scatenare il raid punitivo sarebbero state le lamentele espresse dal ragazzo in merito al ritardo nel rilascio del permesso di soggiorno da parte delle autorità. Il racconto della vittima sarebbe stato confermato anche da altre testimonianze raccolte dai militari e dall’analisi del traffico telefonico del cellulare dell’arrestato. L’uomo è stato associato al carcere di Catania Piazza Lanza.


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