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lotta a Cosa Nostra

Duro colpo alla mafia militare
La Dia arresta latitante vicino ai Carcagnusi


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La sinergia investigativa tra il procuratore Capo Giovanni Salvi e la Dia di Renato Panvino continua ad assestare colpi a Cosa Nostra. Arrestato Mario Pappalardo, latitante coinvolto nell'operazione Ippocampo contro il clan Mazzei.

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<p>Renato Panvino, Capo Centro Dia Catania</p>



CATANIA- Mario Pappalardo, coinvolto nell'operazione Ippocampo, latitante ricercatissimo, è stato assicurato alla giustizia grazie all'indagine della Dia sotto il coordinamento della Procura di Catania.

La Direzione investigativa antimafia guidata da Renato Panvino, noto per gli arresti di pericolosi 'ndranghetisti e per aver catturato gli autori della strage di Duisburg, sotto il coordinamento del procuratore Capo Giovanni Salvi, ha concluso una delle operazioni più importanti degli ultimi anni, riuscendo ad arrestare Mario Pappalardo, latitante sfuggito all'operazione che aveva inchiodato, poche settimane addietro, gli esponenti del clan Mazzei che gestivano lo spaccio di droga e le estorsioni nei quartieri storici di Catania. Pappalardo è accusato di

di appartenere, con ruolo verticistico, all’organizzazione mafiosa denominata Mazzei alias “carcagnusi”, omonima del capo mafia Mazzei Sebastiano, Nucciu u “caccagnusu”, in atto ricercato (figlio di Santo Mazzei, detenuto al 41 bis OP, considerato uomo d’onore, vicino ai noti mafiosi Bagarella e Brusca, entrambi legati al mandamento di Corleone).

Il Pappalardo, alla vista del personale della DIA, avendo intuito che gli era stata preclusa ogni via di fuga, non ha opposto alcuna resistenza

Giovanni Salvi, procuratore Capo di Catania



Un colpo durissimo alla mafia militare, che arriva nel momento in cui il clan Mazzei è arrivato all'apice della sua potenza, controllando il mercato del pesce di Catania, il più grande del Meridione, e importanti attività imprenditoriali.

All’interno dell’abitazione, insieme a Pappalardo, sono state identificate altre tre persone, deferite alla competente A.G. per il reato di favoreggiamento personale. Nel medesimo contesto, il personale operante ha proceduto al sequestro di vario materiale, nonché al sequestro amministrativo di armi lunghe e corte con il relativo munizionamento, il tutto al vaglio delle competenti Autorità.

La cattura di Pappalardo ha visto impegnati uomini della Dia romana coordinati dal direttore Arturo De Felice, che ha deciso di investire le migliori energie investigative nella lotta alla mafia, soprattutto a Catania. De Felice è stato presente durante l'operazione contro i prestanome del boss Angelo Santapaola, ucciso durante la guerra di mafia che ha acceso gli animi all'interno della famiglia mafiosa guidata da Aldo Ercolano e Vincenzo Santapaola.

La famiglia Mazzei esercita l’egemonia mafiosa nella città di Catania ed in particolare nel noto quartiere di San Cristoforo, dove a seguito dell’operazione Ippocampo sono stati sequestrati beni mobili e immobili per un valore complessivo di € 1.500.000; quest’ultima, negli anni ha assunto la leadership nel traffico di stupefacenti, in stretto collegamento con le famiglie mafiose della Piana di Gioia Tauro (RC). Nel panorama catanese la famiglia dei carcagnusi è considerata tra le più pericolose per la spietatezza con la quale, i sodali, esercitano l’egemonia criminale nel territorio di competenza; inoltre, il fatto di essere federati con il clan agguerrito dei “corleonesi”, che hanno insanguinato con le loro azioni la città di Palermo, evidenzia la pericolosità della cosca, irridente di qualunque contrasto posto in essere dalle istituzioni.

 


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