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La vedova di Filippo Raciti

La vedova Raciti: "Lo Stato ha perso
Offesa la memoria di mio marito"


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Catania, finale coppa italia, marisa grasso, speziale, vedova raciti, Cronaca
CATANIA. È amareggiata e indignata Marisa Grasso, la vedova dell’ispettore Filippo Raciti dopo gli incresciosi fatti di ieri sera all’Olimpico. 2 febbraio 2007 – 3 maggio 2014. A distanza di 7 anni la storia sembra ripetersi. Scontri, feriti, violenze. Da Catania a Roma. In scena va un’altra triste pagina del calcio italiano. L’ennesima. “Per noi familiari – ha commentato a Live Sicilia la vedova Raciti - osservare questi atteggiamenti di arroganza e in più l’immagine di un ultras che indossa una maglietta con il nome dell’assassino di mio marito inneggiare alla libertà è come rivivere quel maledetto giorno in cui Filippo perse la vita. In questi anni ho cercato di tenere vivo il ricordo di mio marito affinché il suo “sacrificio” insegnasse qualcosa, sperando cioè che determinati comportamenti non si verificassero più. Aver rivisto un ennesimo atto di violenza non solo mi ha disgustato ma ho sentito calpestare la sua memoria. Una violenza che io e i miei figli continuiamo a vivere di giorno in giorno”. Ad aver avvisato Marisa Grasso sono stati gli amici di sempre, quelli che in questi duri anni non l’hanno mai abbandonata.

“Mi ha chiamato una mia carissima amica di Firenze che aveva organizzato una cena a casa sua per guardare la partita e appena visto ciò che è successo ha sentito l’esigenza di chiamarmi per dimostrarmi affetto e solidarietà. Da quel momento, sono arrivate tante telefonate da vedove di altre vittime delle forze dell’Ordine che hanno subito il trauma della morte dei propri cari ingiustamente e che sentono il bisogno di giustizia e di civiltà. In questi anni, difatti, non è cambiato nulla: le scene di violenza si ripetono e sentire mia figlia, dopo aver visto gli scontri di ieri, affermare “io non voglio più vivere in Italia” fa male. È giusto che ognuno abbandoni la propria terra per vivere bene? Da poche ore ho ricevuto le telefonate di solidarietà da parte di Alfano, del vicepresidente del Senato Gasparri e dal portavoce del presidente Grasso che mi ha esortato ad esprimere pareri e dare consigli. I miei rimangono sempre gli stessi: leggi serie e severi”.


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