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Canile lager, D'Agata:
"Convenzione ereditata"


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, Cronaca
CATANIA - Condizioni critiche dal punto di vista igienico-sanitario e maltrattamenti. Questi i presunti abusi che si sarebbero consumati all'interno dei due canili della provincia di Catania gestiti dall'associazione Nova Entra, denunciati  dal ministero della Salute e sequestrati  su disposizione della magistratura. Veri e propri "canili lager", uno a San Giovanni Galermo e uno ad Adrano, che ospitavano quasi un migliaio di animali, e che operavano in convenzione con i rispettivi Comuni. Una situazione drammatica su cui è intervenuto l'assessore all'Ambiente del Comune di Catania, Saro D'Agata che si è detto non preoccupato. "Dopo il sequestro del sito da parte dell’Autorità Giudizaria - ha detto l’assessore all’Ecologia Saro D’Agata- questa stessa ha nominato custode giudiziario del canile un dirigente del Progetto Animali e randagismo della Direzione Ecologia del Comune di Catania. L’amministrazione Bianco ha ereditato dalla passata gestione la convenzione con il canile di San Giovanni Galermo che è un canile privato e non comunale. La Giunta – ha continuato D’agata – già da qualche settimana, ha deliberato una serie di iniziative che permetteranno un alleggerimento del numero dei cani all’interno della struttura".

In particolare, l’organo di Governo ha dato mandato agli uffici di esperire una gara per l’affidamento in un’ altra struttura di ricovero di circa 60 unità animali. La Giunta ha anche deciso di promuovere l’adozione dei cani e dei cuccioli, nati nel frattempo, anche con piccoli incentivi economici “una tantum” che possono ad esempio servire per il trasporto del cucciolo in un comune diverso. “Attualmente – ha continuato l’assessore- stiamo facendo fronte ai bisogni dei cani ricoverati provvedendo anche al loro vitto. Coordinati dal custode giudiziario lavoreranno le associazioni di volontariato animalista, con cui siamo stati sempre in contatto e gli operatori della Nova Entra che hanno offerto la loro disponibilità.  Per quanto riguarda le procedure di affidamento dell'appalto- precisa Rosario Puglisi dirigente della direzione Ecologia e del Progetto animali- furono avviate nel 2012 a seguito della revoca unilaterale nel 2011 da parte della Provincia Regionale di Catania, che gestiva allora il servizio. La Provincia si avvaleva di alcuni canili accreditati, tra cui la Nova Entra associazione con canile regolarmente autorizzato ed iscritta nell'albo Regionale delle associazioni classe A, che già allora ricoverava circa 500 cani del comune di Catania, per i quali venivano riconosciuti € 2,50 per cane al giorno. Nelle more di affidare- ha continuato Puglisi- il servizio mediante asta pubblica, procedura che prevede un iter piuttosto lungo, data l'urgenza di regolarizzare il rapporto con i canili, che nel frattempo continuavano a mantenere ricoverati i cani del comune, fu stata scelta una procedura più celere che è la trattativa privata multipla".

"La procedura legittima prevista dal codice degli appalti riguardava il ricovero di almeno 600 cani allo stesso prezzo base di € 2,50 praticato dalla Provincia sin dal 2009, a fronte di un tariffario Regionale di € 3,50 per cane di taglia piccola al giorno risalente al 2007. Non sorprende quindi che il ribasso sia stato soltanto dello 0,1% e che abbia partecipato solo un canile, atteso che già nel 2011 gli stessi avevano chiesto alla Provincia un aumento della tariffa a € 3,50. Ovviamente la stessa situazione si è riproposta nella successiva asta pubblica con pubblicazione del bando a cui potevano partecipare anche canili di altri comuni e/o regioni, in cui il ribasso d'asta si è dimezzato allo 0,05%”.


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