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Controlli nei ristoranti catanesi
Frodi alimentari nel mirino

Sabato 08 Marzo 2014 - 12:18
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"La Polpetteria", "Cortile Capuana", “Na’ za’ Rosa”, “Thai Princess” e "Dal Tenerissimo", i  locali controllati. Nessun rilievo è stato contestato dal punto di vista igienico-sanitario. TUTTI I DETTAGLI

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CATANIA - Prosegue l'attività di controllo della Task force voluta dal questore di Catania, Salvatore Longo, nei locali pubblici del capoluogo. In particolare, sotto il coordinamento dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura, unitamente a personale dell’ASP 3, dell’Ispettorato del Lavoro e della Polizia municipale commerciale e della Polizia Scientifica, ha effettuato una serie di controlli presso alcuni esercizi commerciali addetti alla ristorazione, al fine di accertare la genuinità degli alimenti, il rispetto delle condizioni igienico-sanitarie, nonché l’osservanza delle norme contrattuali in materia di assunzione dei lavoratori. Si premette che nessun rilievo è stato contestato dal punto di vista igienico-sanitario agli esercizi pubblici controllati.

Di seguito i dettagli diffusi dalla Questura:

• Ristorante “Cortile Capuana” sito in via L. Capuana: il titolare è stato indagato in stato di libertà per il reato di frode in commercio, avendo utilizzato, per la preparazione dei piatti, prodotti surgelati che invece nel menù erano indicati come freschi.

• Ristorante “La Polpetteria” sito in via S. Filomena: nel corso del controllo non veniva riscontrata alcuna irregolarità.

• Ristorante “Dal Tenerissimo” sito in via Plebiscito: veniva contestata la mancanza di tracciabilità di alcuni formaggi, nonché la presenza di circa 10 kg di carne tritata che, non essendo idoneamente conservata, veniva sottoposta a sequestro. Si riscontravano poi talune modifiche strutturali dei locali non autorizzate che ne comportavano l’interdizione, nonché l’occupazione abusiva del suolo pubblico. In ultimo, si accertava la presenza di un lavoratore in nero. Per quanto sopra venivano irrogate sanzioni per circa 6.000 euro.



• Ristorante “Na’ za’ Rosa” sito in viale Africa: il titolare veniva indagato in stato di libertà per frode in commercio, avendo somministrato alimenti surgelati che nel menù erano riportati come freschi. Si accertavano altresì modifiche non autorizzate alle attrezzature e agli impianti del locale, nonché la presenza, all’interno di un furgone, di prodotti surgelati tenuti ad una temperatura inferiore a quella prescritta per legge. Inoltre, sulla pubblica via, era stato posizionato un braciere non autorizzato. Si accertava infine la presenza di tende parasole, tavoli e sedie che occupavano il suolo pubblico senza che fossero state rilasciate le prescritte autorizzazioni. Per quanto sopra venivano irrogate sanzioni amministrative per la somma di circa 4.000 euro.

• Ristorante thailandese “Thai Princess” sito in viale Africa: il titolare veniva indagato in stato di libertà per il reato di frode in commercio avendo somministrato alimenti surgelati che nel menù erano invece riportati come freschi. In questo controllo, così come gli ultimi, non è stata evidenziata la presenza di lavoratori “in nero” e moltissime sono le circostanze in cui i dipendenti sono risultati appena assunti.

 

 
Ultima modifica: 09 Marzo ore 08:05
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