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Il fenomeno sul web

Single a caccia di gravidanza
A Catania boom di annunci


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CATANIA - “L’Ultima cosa che avrei immaginato nella mia vita era quella di cercare un donatore di seme. Ma la vita non sempre va come ce la immaginiamo. Ho 41 anni, sono single con ancora tanti sogni nel cassetto. Uno di questi è tenere tra le mie braccia mio figlio/a. Cerco Co-genitorialità o donatore di sperma”. Eva2013 questo il nickname che si legge nell’annuncio sul sito co-genitori.it riassume così una condizione personale e sociale che accomuna moltissime donne e uomini di oggi.

Avere un figlio da soli, senza amore ma in cordiale condivisione, ricercando un genitore su internet non scandalizza più di tanto. Nell’era dei social network e delle amicizie consolidate a colpi di “Mi Piace”, l’ultimo dei tabù a cadere è quello di cercare un partner online a scopo proliferazione. Se ne parla sempre più spesso al caffè con le amiche o all’aperitivo dopolavoro davanti uno spritz. E l’idea di fare un figlio con una persona che condivide la tua stessa esigenza, senza disperdersi in fronzoli di innamoramento che spesso portano a pericolosi fuori pista in corso di fidanzamento, sembra stia diventando la risposta più pertinente e razionale ad una società che divora il nostro tempo rincorrendo falsi miti di carriera, benessere e divertimento a tutti i costi.

Dani da Catania si descrive: “30 anni, alta 1,60, impiegata, cerca maschio per donazione di sperma. Ho un desiderio immenso di avere un bambino vorrei qualcuno che mi aiutasse”. Sempre da Catania Marco33: “35 anni, bella Presenza , nuotatore, 185x80, moro, perfettamente in salute fisica e mentale, non fumatore sempre e amante della natura e dello sport. Adoro i bambini ma non essendo predisposto per il matrimonio vorrei provare l’esperienza della co-genitorialità attraverso la donazione di seme. Cerco confronto con una ragazza (aspirante mamma) con le stesse caratteristiche, sanissima possibilmente giovane di bella presenza con bel carattere con cui condividere questa esperienza in modo del tutto riservato”.

Pare che siano sempre di più le persone che non vogliono condividere l’impegno di una vita di coppia. Questi futuri genitori, magari con una carriera soddisfacente e una o più storie d’amore deludenti alle spalle, sentono il bisogno di dare alla luce un bimbo. E stanchi di credere alla favola dell’amore eterno, oggi grazie a internet puntano dritte al frutto dell’amore: avere un figlio. Co-genitorialità, donazione di sperma, madre surrogata sono solo alcune delle tematiche con le quali avremo sempre più a che fare, soprattutto a causa della dilagante diffusione di coppie omosessuali che avanzano il diritto di poter diventare genitori. Sia che si tratti infatti di una coppia non fertile, una mamma single o una coppia gay-lesbo, per realizzare il sogno di avere un bebè, esistono oggi diversi siti mediante i quali si possono superare i divieti italiani e raggiungere i propri scopi.

Ma cosa significa essere co-genitore? La co-genitorialità si definisce come la possibilità, per 2 persone, di avere un figlio insieme senza condividere una vita di coppia. Questo metodo permette ad ognuno delle due persone di godere degli stessi diritti e delle stesse responsabilità nei confronti del bambino. È chiaro che l’opportunità di avere un figlio a prescindere dello stare in coppia, trovando un partner consenziente dalle caratteriste perfette intercettate su un sito web è un’opzione che va incontro, non solo alle coppie non-fertili, ma anche alle tante coppie gay e lesbo che si amano e che non vogliono rinunciare al diritto di avere un figlio. La coppia omosessuale, in Italia, non è legalmente autorizzata ad adottare un bambino. Ovvero una delle due persone della coppia potrebbe far richiesta di adozione ma l’iter burocratico amministrativo è praticamente inaccessibile per i single e quindi la soluzione della donazione di sperma, o di trovare una madre surrogata su internet, inaugura nuove dinamiche sociali e probabilmente anche antropologiche.

La soluzione di fare un figlio con una persona incontrata online con il preciso scopo di procreare sembra, infatti, si stia facendo spazio anche tra i single eterosessuali, ovvero tra persone che custodiscono il desiderio di diventare genitore ma che non riescono a trovare il partner giusto con cui procreare. Formare una famiglia tradizionale sta diventando sempre più un’impresa estremamente ardua e costosa, gravata dalle difficoltà economiche e sociali e dalle paure derivanti dalla legislazione che in caso di divorzio obbliga al sostentamento del proprio ex-coniuge. Anche creare una coppia di fatto diventa un terno al lotto. Più il tempo passa più si diventa esigenti e poco disponibili a cedere parti della propria indipendenza a favore di un rapporto di coppia. Ed ecco emergere l’ipotesi delle coppie aperte, cosiddette “open” come le definisce Facebook, che stavolta non nascono da una voglia di mettersi insieme e accompagnarsi (almeno) per un po’, bensì trovano piena legittimazione proprio nell’incontro nella piazza telematica e che perseguono il fine di fare un figlio.

Sembra questo il caso di Dafne 35 anni, che nel suo annuncio scrive: “Ciao ragazzi cerco un padre, non un compagno. Quello lo posso trovare con calma, non su internet. Patti chiari, amicizia lunga. L’ideale sarebbe un uomo in gamba anche gay, che voglia darmi una mano a mettere al mondo un figlio e fare il papà. Deve essere colto, allegro, consapevole, meglio se evita le medicine convenzionali e i cibi industriali”. Un annuncio che fa trasparire una piena consapevolezza dei tempi, una spiccata coscienza ecologista, un atteggiamento gay friendly e possibilmente un’apertura a un rapporto di coppia libero, onesto e rispettoso delle sfere individuali altrui. Una coscienza sociale quella di Dafne che ci invita a compiere uno sforzo di comprensione dei tempi e della società che ci circonda, senza falsi preconcetti e senza falsi perbenismi, consapevoli che ci sono cambiamenti culturali sotterranei in atto a cui non possiamo sottrarci.


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