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fase congressuale

Nidil Cgil, riconfermato
Oliva segretario provinciale


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Il panorama dei cosiddetti "lavoratori atipici" catanesi, che comprendono principalmente i lavoratori con partita IVA ( a Catania sono 4700) e i Co.co.co., è stato al centro del dibattito.

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CATANIA - Anche il Nidil Cgil di Catania, il sindacato dei lavoratori tipici, ha eletto oggi il suo segretario. L'uscente Giuseppe Oliva, 35 anni, è stato riconfermato in mattinata al termine dei lavori congressuali ai quali hanno partecipato, tra gli altri, anche Andrea Borghesi, segretario nazionale di NidiL CGIL, e il segretario confederale Giovanni Pistorio. Il panorama dei cosiddetti "lavoratori atipici" catanesi, che comprendono principalmente i lavoratori con partita IVA ( a Catania sono 4700) e i Co.co.co., è stato al centro del dibattito congressuale. A partire dalla crisi del settore delle somministrazioni, di coloro cioè che prestano il loro operato sulla base della selezione delle agenzie interinali.

"Ecco un numero che fa riflettere e che non rallegra di certo: nel 2013 sono stati circa 4000 i lavoratori che si sono potuti annoverare tra gli occupati, grazie anche alla richiesta di aziende come Almaviva (call center) o Stm (microelettronica). - ha spiegato lo stesso Oliva- Oggi il numero dei contratti è sceso vertiginosamente a 1200. Davvero troppo poco, anche a causa di aziende che non investono più sul territorio, soprattutto su una zona industriale che non assicura spesso i servizi di base e che si dimostra obsoleta sul fronte della dotazione informatica. Di contro, aumentano le partite IVA, spesso aperte anche da coloro chi effettua un lavoro non certo esterno e occasionale. Un esempio tra i tanti? Gli istruttori delle palestre o i pulizieri, o i professionisti degli studi. È come se venissero considerati uno ad uno dai datori di lavoro, e non come facenti parti di un organico che spesso consente di aprire strutture o uffici di una certa imponenza, evitando di assumere a tempo indeterminato". Altri numeri interessanti: i disoccupati sino ai 24 anni, presumibilmente quelli più esposti ai contratti atipici, a Catania sono il 60%,, ma la percentuale diminuisce tra i 25 e i 34 anni. "Ma che non si pensi che a quest'età si trova più facilmente lavoro - continua Oliva- La verità, invece, è che se ne vanno via del tutto. Che abbandonano, cioè, città come la nostra Catania. Per esempio li ritroviamo a Londra dove nel 2013 sono sbarcati 38000 giovani italiani".

A fronte di quest'analisi, il sindacato è impegnato sul livello parallelo dell'inclusione, cioè dei pari diritti sindacali, uguali per tutti, anche per chi non ha un "vero" contratto di assunzione. "Ci riferiamo ai diritti basici, di rappresentanza, diritti di assemblea- aggiunge Giovanni Pistorio- con la visione che questi siano uguali per tutti gli atipici, a prescindere dalla categoria lavorativa alla quale appartengono. È questa una battaglia che dovremo condurre in accordo con le nostre Camera del lavoro e con la Cgil nazionale. Se non arriveremo a quest'obiettivo, rischiamo di cadere nell'esclusione sociale, nella trappola del lavoratori "diversi" dagli altri. La nostra iniziativa con gli attori catanesi, ad esempio, oggi funge da modello a livello nazionale. Abbiamo pensato per loro un format di contratto a scelta, grazie anche alla collaborazione del teatro Stabile, che risulti per loro più vantaggioso e in buon accordo con i datori di lavoro".

Il punto di vista nazionale non varia. Andrea Borghesi racconta che il Nidil "lavora una serie di proposte su misura per i lavoratori che pagano la gestione separata pensionistica, affinché la loro condizione, sia in termini previdenziali futuri, sia attuali, si avvicini il più possibile a quella dei lavoratori dipendenti. Perché ciò si avveri le forme di lavoro atipico devono ridursi, e non certo arrivare a ben 47, come nella situazione attuale".


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