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Workshop di Recitazione

Giancarlo Giannini: "Grazie
a Turi Ferro amo la Sicilia"


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Giancarlo Giannini a Catania

Il celebre attore italiano, famoso in tutto il mondo, ieri sera a Catania, in qualità di docente per il workshop di recitazione cinematografica, trucco ed effetti speciali,  “La maschera dell’attore”, promosso dal Centro Studi Laboratorio d’arte di Catania.

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CATANIA – “ Bottana industriale e socialdemocratica”, la celeberrima frase tratta dal film “ Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto” di Lina Wertmüller, in cui l’attore interpretava il ruolo del rozzo marinaio siciliano “è la battuta – racconta Giannini – che ancora oggi mi chiedono più spesso di fare”. Il celebre attore italiano, famoso in tutto il mondo ieri sera a Catania in occasione del workshop di recitazione cinematografica, trucco ed effetti speciali, “ La maschera dell’attore”, promosso dal Centro Studi Laboratorio d’arte di Catania.

Solo quindici minuti per incontrare la stampa, pochi minuti nei quali, però, l’attore si generosamente concesso, raccontando aneddoti della sua lunga carriera e non mancando, poi, di numerosi elogi verso il capoluogo etneo. In particolare, l’attore ha affettuosamente ricordato l’amicizia con l’attore catanese Turi Ferro, scomparso nel 2001.

“Avendo fatto – ha spiegato Giannini – molti film insieme a Turi Ferro, siamo diventati molto amici e mi ha insegnato i sapori della Sicilia. Ho imparato la “parlata” catanese, che considero il vero dialetto. Vivendo con lui, ogni volta, per me era una scoperta all’insegna di questa straordinaria terra. Aveva ragione Brancati, il quale diceva ‘per essere siciliani bisogna essere diversi’. Essendo poi io del nord, – ha sottolineato – ho vissuto in maniera particolarmente intensa tutto questo. Catania è una città meravigliosa, fino ad oggi ho mangiato qui del pesce buonissimo”.

L’attore non si esime, poi, dal dispensare qualche sincero consiglio ai tanti giovani partecipanti al workshop di recitazione. “ I mestieri dell’arte – ha continuato – sono sempre meno considerati, questo è un lavoro molto faticoso, dunque, dico onestamente, a volte è molto difficile da realizzare. Oggi intraprendere questa carriera è sconsigliabile, richiede molta pazienza, fortuna e soprattutto amore. Per questo – ha detto – vi consiglio, se cercate di fare questo mestiere di trovarvene un altro a fianco, che vi permetta anche di poter vivere”.

Giannini nel corso della sua brillante carriera, costellata da successi e riconoscimenti, si è sempre distinto per una straordinaria versatilità; una qualità, quest’ultima, che gli ha permesso di spaziare dal genere drammatico alla commedia all’italiana sempre con totale disinvoltura.

Ma la recitazione non sarebbe il suo unico interesse. Tra le tante passioni, infatti, ce n’è una un po’ inconsueta per un attore e decisamente poco “artistica”, del quale lui stesso ama parlare: le invenzioni. “ Io sono – ha spiegato l’attore – sempre stato un grande appassionato di elettronica. Quello è il mio background culturale”. Giannini, infatti, ancor prima di studiare recitazione all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, si diplomò come perito elettronico. E tra le sue invenzioni più famose, il giubbotto pieno di gadget usato dall’attore Robin Williams nel film Toys. “Ho anche – ha detto – recentemente doppiato un personaggio di un noto video game”.

Infine, il candidato al Premio Oscar come miglior attore nel 1977 per la sua interpretazione in “Pasqualino Settebellezze”, tira le somme sul cinema italiano dei giorni nostri. “Oggi – ha aggiunto – si fanno pochi film e a basso budget, purtroppo. Non è un bellissimo momento per la cultura. Io sono stato fortunato: ho vissuto quell’ultima parte del cinema italiano bello, in cui si facevano davvero i grandi film e in cui gli attori erano davvero dei veri attori. Molti di loro adesso non ci sono più, quindi è molto difficile ricreare tutto quello. Oggi – ha affermato ancora – tutto è diventato molto più veloce. Ma io non mi considero un pessimista e quello che cerco d’insegnare qui è proprio la gioia della vita”. E ci tiene infine a ribadire: “Occorre grande impegno e fatica perché troverete sempre meno persone che vi aiuteranno”.

Art Director del laboratorio, l’attore catanese Alfredo Lo Piero. Tra i suoi progetti in cantiere il film “Bellini. Il mistero di Puteaux”. Un progetto importante che si avvarrà di un prestigioso cast artistico e tecnico dal calibro internazionale. “ Con questo film – spiega Lo Piero – il mio desiderio è quello di continuare a riconoscere quella visibilità che la città di Catania ed i suoi tanti talenti meritano”.

 


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