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Non vedente truffato
Sarà risarcito


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, Cronaca
CATANIA – Si erano approfittati della buona fede di un utente non vedente, che, senza rendersene conto, si era trovato con addebiti in bolletta telefonica per 1000 euro. Si è finalmente conclusa positivamente la disavventura di un catanese non vedente, titolare di contratto di telefonia mobile agevolato in virtù di Convenzione con l’Unione Italiana Ciechi. Mentre pensava di partecipare ad un concorso a premi gratuito, in realtà, a sua insaputa, scaricava suonerie e inviava sms a costi esorbitanti. Il gestore, infatti, non aveva fornito alcuna informazione sui costi e procedeva agli addebiti per i servizi indesiderati a distanza di molto tempo. Oggi, grazie a Confconsumatori, dovrà rimborsare il cliente.

I fatti. L’utente riceveva degli SMS (il telefonino trasformava gli sms in messaggi vocali) che lo invitavano a partecipare ad un concorso in cui erano messe in palio delle automobili. Per partecipare era necessario inviare sms a pagamento e rispondere ad un quiz con molte domande facili: per ogni risposta veniva addebitato un costo. Inoltre, partecipando al concorso si acquistavano contenuti digitali (loghi e suonerie), ma non si scaricava la singola suoneria, bensì scattava un abbonamento che prevedeva addebiti dai costi variabili in relazione al tipo di suoneria scelta.

Dopo avere suo malgrado pagato circa 1.000 euro ingiustamente, l’uomo si era rivolto alla Confconsumatori di Catania e oggi è riuscito a spuntarla dopo una battaglia durata circa tre anni: iniziata con il tentativo di conciliazione obbligatorio seguito, inevitabilmente, dalla citazione del gestore dinanzi al Giudice di Pace, prima a quello di Catania, che si dichiarava incompetente per territorio, quindi al Giudice di Pace di Roma. che ha dato ragione all’utente.

Il Codice del Consumo riconosce come fondamentali i diritti ad una adeguata informazione e ad una corretta pubblicità, nonché alla correttezza, alla trasparenza ed all’equità nei rapporti contrattuali. Il gestore convenuto ha gravemente disatteso l’obbligo di fornire al consumatore la dovuta idonea informativa sui servizi in questione. Tale violazione ha comportato la nullità delle relative clausole contrattuali con conseguente condanna del gestore telefonico a rimborsare all’utente le somme contestate (circa 1.000 euro) e alla rifusione delle spese processuali.

"La sentenza conferma che il primo diritto negato al consumatore è quello all’informazione. Ed anche in questo caso l’azienda ha cercato di trincerarsi dietro adempimenti formali peraltro infondati e non provati. Denota poi una indiscriminata frenesia alla vendita di servizi aggiuntivi altamente costosi anche di fronte a contraenti doppiamente deboli come in questo caso perché si trattava di una persona non vedente" - hanno dichiarato gli avvocati Maurizio Mariani, che ha assistito in giudizio l'utente, e Carmelo Calì, presidente di Confconsumatori Sicilia.


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