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LA STORIA

Lia, scomparsa da sabato scorso
"Sua madre ce l'ha strappata"


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Catania, lia dagnaw, sequestro bimba, tratte clandestine, Cronaca
Michela Carabellò

Dopo essere stata in tutela ad una famiglia catanese, la piccola Lia è scomparsa.  La madre, migrante etiope, l'ha presa e portata con sé. Forse verso altre tratte clandestine. L'appello di Michela Carabellò (nella foto).

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CATANIA. Di lei non si hanno più notizie da sabato scorso: da quando è stata strappata dalla famiglia che l’aveva in tutela. Lia compirà sei anni il prossimo 24 dicembre. Genitori etiopi ma adottata da Catania: è qui del resto che è nata. Alle spalle una storia atroce. Quella dei genitori che intraprendono la “consueta” traversata clandestina per sbarcare sulle coste siciliane quando ancora la madre era all’ottavo mese di gravidanza ed il padre, imbarcato su un altro gommone, non arriverà mai a toccare terra: verrà inghiottito, morendo, dalle acque del Mediterraneo. Non vedrà mai sua figlia.

La madre, Eskedar Dagnaw, invece partorirà Lia a Catania ed all’Istituto Santa Maria degli Angeli mamma e figlia verranno accudite permettendo loro di scansare, almeno in parte, il dolore di una traversata che avrebbe dovuto avere il sapore della libertà. E’ il Tribunale dei Minori che affida alla Comunità del capoluogo etneo la piccola Lia. Ed è qui che Michela Carabellò, educatrice dell’Istituto, propone quasi fisiologicamente che sia meglio per la bimba condurre una vita “normale” a casa propria con i suoi genitori e la sorellina Chiara. “La mamma era sempre assente - spiega Michela - ed era stata lei stessa a chiedermi di potere fare qualcosa. Così abbiamo accolto Lia come se fosse una nostra figlia”. Lia comincia a frequentare la scuola dell’infanzia. Fa anche danza. E’ felice.

Eskedar, la madre, nel frattempo trova qualche lavoretto, uno di badante (lasciato quasi subito), un altro da segretaria in uno studio legale: di fatto, non chiede e non vede mai la sua bimba. Tutto cambia all’improvviso sabato scorso quando chiede a Michela ed ai suoi genitori di poter incontrare la figlia in un Mc Donalds della città e restare per un’ora da soli: ma da lì in poi non si avranno più notizie di entrambi. “Da giorni ripeteva che gli era stato promesso di poter andare a vivere da un’altra parte - prosegue Michela -: sarebbe bastato pagare 3500 euro. Diceva che gli avrebbero trovato casa e lavoro”. Il forte sospetto è, ora, che la donna possa essere stata raggirata da una di quelle stesse organizzazioni clandestine che l’hanno fatta sbarcare in Italia. Fatto sta che Eskedar rimane irraggiungibile al telefonino e da qualsiasi altra parte. Molto probabilmente si trova già oltre i confini nazionali. “Non ho mai chiesto un vero e proprio affidamento per scrupolo di coscienza - conclude Michela -. Ma Lia è stata letteralmente sequestrata; portata via. A scuola tutti chiedono di lei e sono sicura che anche Lia sta soffrendo maledettamente”. Lo zainetto di Lia anche questa mattina è rimasto sull’uscio di casa: e di lei non si hanno più notizie da quel maledetto sabato pomeriggio.


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