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L'intervista

L'istruttrice: "Per immergersi
serve molta preparazione"


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Catania, istruttrice sub, SALVATORE bartilotti, Cronaca
CATANIA - Tre sub sono morti in poco meno di due mesi nelle acque catanesi. Ferragosto maledetto a Pozzillo, frazione di Acireale, a perdere la vita è stato il medico legale Carlo Testa. Il 13 settembre nello specchio di mare del borgo marinaro di Torre Archirafi di Riposto il 19enne Dario Sciuto esalava il suo ultimo respiro. E l'ultimo domenica, alla Scogliera, la giovane promessa della pallanuoto etnea Salvatore Bartilotti è stato colto da un malore fatale durante un'immersione. Troppi cadaveri da seppellire per una passione, quella degli sport subacquei, che sta sempre più raccogliendo adepti. Un'attività affascinante ma che necessita, ci ricorda, Cinzia La Spisa, Istruttore NASE (National Academy of Scuba Educators) "di molta preparazione".

Quali sono i rischi per chi si immerge?

Ci sono due tipi di immersioni quelle in apnea e le immersioni ad aria. Gli incidenti di cui sentiamo ultimamente parlare avvengono tra gli apneisti, e non trai i subacquei che scendono ad aria. Bisogna distinguere tra apnea ed immersioni “ARA“ ovvero quelle con Auto RESPIRATORE AD ARIA, perché in entrambi i metodi ci sono dei rischi ma la differenza principale è che molti si improvvisano apneisti mentre con le bombole devi necessariamente prendere il patentino.

Quale il rischio principale in apnea?

Il rischio principale in apnea è rappresentato dalla sincope ipossica. La sincope ipossica è un'improvvisa perdita di coscienza, prodotta da una caduta della pressione parziale dell'ossigeno nel sangue, fenomeno impossibile che si verifichi se si scende con le bombole in quanto si respira durante tutta l'immersione. Mai, e sottolineo mai, improvvisarsi subacquei e apneisti. Bisogna sempre seguire un corso certificato che danno le basi di come ventilare correttamente prima di immergersi. Inoltre bisogna anche evitare l’iperventilazione prolungata, che tra l’altro è anche ormai stata vietata. Con l’iperventilazione si abbassa il livello di anidride carbonica nel corpo. Facendo grossi atti di respirazione, si butta fuori l’anidride carbonica, in modo da abbassare la fame di aria. Ma iperventilando si diminuisce anche l'ossigeno. Quindi bruciando ossigeno durante l’immersione negli ultimi metri di risalita si raggiunge la crisi ipossica e si sviene sott’acqua. Anche se si sviene a 50 cm dalla superficie dell'acqua, si annega perché istintivamente si apre la bocca per respirare e si muore. Dunque un consiglio per tutti gli apneisti mai iperventilare. I manuali oggi ammettono non più di tre atti respiratori, prima dell’immersione.

Quali altri consigli è opportuno ricordare?

È necessario essere sempre supportati da un giusto corso di formazione e da un istruttore all'altezza. Improvvisarsi apneisti senza sapere a cosa si va in contro è fatale. Il subacqueo con le bombole è consapevole di questi rischi, perché deve fare un corso ed esibire il brevetto prima di affittare una bombola, quindi tutto diventa più difficile e rischi fortunatamente si limitano. Il subacqueo in ARA è sottoposto a un tipo di controllo che gli salva la vita, cosa che non c'è con l'apneista. Chiunque in effetti può tentare di immergersi e trattenere l’aria per andare in profondità. In effetti come si potrebbe vietare l’uso di pinne e occhiali? Il problema delle persone che scendono in apnea è che nella maggior parte dei casi loro scendono per pescare, quindi non vogliono nessuno a loro fianco che possa spaventare i pesci, e ciò li espone a rischi di cui non sono consapevoli. La subacquea che insegniamo noi è basata sul sistema di coppia a differenza dell'apneista pescatore che scende da solo andando in contro a tutte le conseguenze del caso.

 

 


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