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Il vicepresidente del cda

Stabile, parla Jacopo Torrisi:
"Il mio è un incarico tecnico"


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CATANIA - "Faccio parte del Pd e ne faccio parte a pieno titolo". Iacopo Torrisi, classe 1983, mette subito le cose in chiaro riguardo la sua appartenenza al Partito democratico, nonostante i due incarichi ricevuti alla Regione potrebbero fare pensare a un suo passaggio al movimento del presidente Crocetta. "La mia appartenenza al Pd - sottolinea - non comprometterà il lavoro che svolgo e svolgerò da tecnico". Segretario del Circolo universitario del Pd, un incarico alla Cultura nel decaduto direttivo del partito, dopo essere diventato componente dell'Ufficio di Gabinetto dell'assessore Michela Stancheris da aprile di quest'anno, Torrisi infatti è stato appena nominato all'unanimità dall'assemblea dei soci vicepresidente del Teatro Stabile. "Innanzi tutto  - spiega a LivesiciliaCatania il nuovo vicepresidente dello Stabile - il mio incarico sarà a titolo gratuito come previsto dalla spending review. Cercherò di portare avanti la collaborazione che è stata avviata tra il Teatro e la Regione, necessaria per superare la fase delicata attraversata dagli enti teatrali e non solo dallo Stabile. E devo dire - continua - che, in questo senso, c'è comunione di intenti con il presidente Milazzo".

Torrisi rappresenterà, dunque, una sorta di filo conduttore tra Catania e Palermo, una figura più che mai necessaria in questo momento in cui sono attesi finanziamenti dalla Regione, indispensabili per garantire i livelli occupazionali e la programmazione. "I teatri stanno vivendo una profonda crisi economica - continua Torrisi - e noi cercheremo di trovare i fondi per mantenere l'attività dello Stabile e rilanciarla insieme a quella degli altri Enti, e non solo per garantire il cartellone, ma nell'ottica di una circuitazione delle risorse. Io continuerò a fare quello che ho fatto fino a ora - prosegue - cioè verificare e seguire le pratiche relative proprio ai finanziamenti". Un aspetto sul quale Torrisi però vuole fare chiarezza: "Sono passaggi delicati e appesantiti dall'iter burocratico abbastanza complesso - spiega - tipico di un finanziamento pubblico. Una serie di step necessari però - evidenzia - e che non possono essere eliminati per garantire la massima trasparenza".

Sembra avere le idee chiare, dunque, Torrisi, che commenta ironicamente chi lo accusa di essere troppo giovane per ricoprire incarichi così importante. "Mi hanno sempre tacciato di essere troppo giovane - afferma - anche quando mi sono laureato in Giurisprudenza a 23 anni non ancora compiuti", anche se sul futuro del Pd cittadino, non vuole invece sbilanciarsi. "Apprezzo tantissimo quanto fatto in questi mesi da Enzo Napoli e dal gruppo che lo ha sostenuto - conclude - ma, per il futuro, aspettiamo il congresso". Chissà se per il giovane Torrisi si apriranno nuove strade, magari con incarichi cittadini.

 


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