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L'allarme di UIL– FPL

"Ospedali e 118 in città
operano in costante emergenza"


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Catania, sanità, Stefano Passarello, Uil Fpl, Politica
CATANIA - Carenza di personale, costanti tagli ai finanziamenti, e risorse umane distribuite non adeguatamente, sono problemi, noti da tempo, ma che stanno condizionando sempre più pesantemente l’efficienza dei servizi legati al 118, delle strutture di competenza dell’Asp, e delle aziende ospedaliere a Catania, come Cannizzaro, Vittorio Emanuele-Policlinico, e Garibaldi. Si tratta di un vero caos, insomma, quello che caratterizza il comparto sanitario e ospedaliero a Catania, i quali, dal canto loro, si trovano a dover fare, davvero, i salti mortali per far fronte al sovraccarico di lavoro, ma avendo a disposizione risorse esigue.

Una situazione denunciata da tempo, e da più parti. E anche oggi dal sindacato Uil-Fpl, in occasione dell’assemblea dei dirigenti regionali, Stefano Passarello, segretario provinciale Uil-Fpl, è entrato più dettagliatamente nel merito della questione . “Sul territorio di Catania – spiega Passarello a LiveSiciliaCatania – occorre indubbiamente focalizzarsi su questo problema, nel tentativo di gestire meglio le emergenze e potenziare il 118, unitamente alle strutture ospedaliere. Il personale manca ed è carente, molti dipendenti, infatti, sono costretti a svolgere turni massacranti di straordinari”. Ma una situazione, secondo Passarello, perfettamente nota ai dirigenti, e responsabili sanitari della Regione, i quali, però, dal canto loro, non riuscirebbero, nella pratica, a porre in essere soluzioni risolutive, a causa dei feroci tagli di cui il settore sanità è oggetto. “Tra i dirigenti e responsabili alla Regione – aggiunge – c’è indubbiamente l’idea di lavorare per ovviare a tali criticità, ma tecnicamente, purtroppo, hanno le mani legate a causa dei numerosi tagli. In quanto sindacato noi andremo avanti – precisa – anche insieme a loro, nel denunciare questa situazione affinché qualcosa cambi. A nostro avviso riteniamo sia necessario convocare al più presto un tavolo tecnico. Ci tengo a precisare – evidenzia Passarello – che il lavoro, comunque, svolto finora dal 118 a Catania, e dagli ospedali è ammirevole, ma non si può continuare a spremere come un limone l’attuale personale. Occorrerebbe, invece - conclude - un incremento delle risorse umane”.

Ma ospedali sotto organico e tagli alla sanità, non sono stati gli unici argomenti affrontati nell’assemblea di oggi. L’ incontro con i dirigenti sindacali del comparto della regione Sicilia, infatti, è avvenuto, anche, allo scopo di discutere della situazione lavorativa dei dipendenti pubblici e delle difficoltà del territorio. Difficoltà evidenziate, proprio nei giorni scorsi, anche dal “The New York Times Magazine”, che ha deciso di dedicare un lungo reportage alla Sicilia di Crocetta: “ Può un gay, cattolico, di sinistra salvare la Sicilia dalla corruzione?”, era il vibrante titolo dell’articolo, che racconta di una terra divisa tra sprechi e corruzione.

E sull’argomento Crocetta, con un pizzico di delusione, interviene Luca Crimi, dirigente della segreteria regionale Uil-Fpl, delineando il profilo di un governatore che, finora, avrebbe fatto della rivoluzione solo un vessillo. “ Speravamo – spiega Crimi a LiveSiciliaCatania – che avere un presidente “rivoluzionario”, cambiasse le cose, ma dobbiamo ricrederci evidentemente. Io sono stato il primo a credere in Crocetta – sottolinea – e continuerò a sostenerlo, perché ritengo che la Sicilia abbia davvero bisogno di un nuovo sistema rivoluzionario, ma credo, però, sia inutile decantare la rivoluzione senza poi fare nulla. Indubbiamente, la sostanza delle cose si vedrà a lungo termine, ma finora – conclude – c’è solo nebbia, e in questa nebbia già qualcuno si è perso”.

E anche sui dipendenti pubblici Crimi ha le idee chiare, e sottolinea quanto spesso da “favoriti” siano passati ad essere nel mirino dello stato. “I dipendenti pubblici – prosegue Crimi – sono alcuni considerati come una vera palla al piede, e da sempre etichettati come dei privilegiati, specie in Sicilia, ma in realtà è il contrario. Nel pubblico impiego – precisa – si gode di alcuni privilegi e salvaguardie, anche a livello contrattuale, questo è vero. Ma è anche vero che rappresentano l’anello debole della catena e il capro espiatorio più facile. Le colpe non sono dei dipendenti pubblici, e non sono loro i veri privilegiati, ma semmai l’ultima ruota del carro. Noi ci auguriamo – dice – che per il futuro ci si muova sulla base di una reale meritocrazia, termine quest’ultimo, spesso vilipeso in questo paese. L’amministrazione è ormai obsoleta rispetto alle esigenze sociali attuali, occorre rivedere il settore del pubblico impiego, perché un’analisi va compiuta anche sulla base dei modelli europei. Noi non ci fermeremo”.

 


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