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Parla il presidente

Pulvirenti ci mette la faccia:
“Niente drammi, stiamo uniti”


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TORRE DEL GRIFO (Mascalucia). Nino Pulvirenti lo sa benissimo. Sa benissimo che quelli in corso sono giorni decisivi per il suo Catania. Ecco perchè oggi ha deciso, allora, di metterci personalmente la faccia. Di convocare i cronisti e di sedere in salastampa, a Torre del Grifo, in quella poltrona divenuta all’improvviso scomodissima. Ma non si tratta di dar vita ad “uno contro tutti”, non ve ne sarebbe alcuna ragione del resto: si tratta, semmai, di condividere un momento che nessuno si attendeva e che va affrontato provando a coinvolgere tutto l’ambiente rossoazzurro. Insomma, Nino Pulvirenti entra entra nello stanzone che ospita giornalisti e telecamere da presidente che vuole affrontare di petto un momento nel quale non va dritta una. Cita De Cervantes facendo riferimento ad un pannello che campeggia da qualche giorno in salastampa e che ha voluto egli stesso (“La gente parla per invidia” è, alla spicciolata, il senso non letterale della frase) ed invita i tifosi a non lasciare la squadra in balia del proprio destino (“Dobbiamo stare sereni e lavorare. Se sappiamo gestire questo momento verremo fuori alla grande"). Eccolo, dunque, il Pulvirenti-pensiero:

IL MOMENTO ATTUALE. “Vedo anche io classifica, cosa credete? So benissimo che abbiamo fatto un solo punto in cinque partite. Il momento della squadra è quello che dicono i i numeri: bisogna prenderne atto e fare meglio. Io non credo che questo sia il momento più delicato della mia gestione perchè ne abbiamo avuto di peggiori e ne siamo venuti fuori. Vorrei solo evidenziare che non sta accadendo niente di straordinario: non c’è nulla di drammatico. Ribadisco, lo vedo anch'io che abbiamo un punto in cinque partite ma lo dico a voi e lo dico ai tifosi: io credo nella bontà della rosa della quale mi fido e che certamente ci tirerà fuori da questa situazione”.

LE CAUSE DELLA FALSA PARTENZA. “Beh, io non so il perchè di questo inizio così strano. Potrebbe essere il fatto di avere avuto tanti infortuni alla vigilia della partenza del campionato oppure dal calendario. Ma vorrei dire che le somme si tirano alla fine: siamo all’inizio e sappiamo che dobbiamo recuperare”.

LE CRITICHE. “Siamo abituati alle critiche: non è la prima volta, del resto, che ci troviamo in una situazione difficile come quella attuale. Ma voglio che si sappia che questa società crede nel progetto, crede nei giocatori e crede nel tecnico. Adesso, però, dobbiamo stare tutti vicini: tifosi e stampa. Dobbiamo stare assieme. Indipendentemente dalle critiche alle quali, lo ripeto, siamo abituati”.

LO STATO DEI GIOCATORI. “Quando i risultati non vengono è chiaro che succeda che ci si abbatta anche mentalmente ma conto molto sulla qualità di questa squadra: sia tecnica che caratteriale. Questa è una squadra molto forte e lo è anche sotto il profilo mentale. Di sicuro non c’è un problema di condizione fisica: lo staff è lo stesso dell'anno scorso".

DOMENICA C’E’ IL CHIEVO. “Contro il Chievo bisogna solo vincere: non ci sono altre strade. L'allenatore ed i giocatori li ha scelti la società e con loro si andrà avanti fino alla fine. Poi, se volete, vi dico che l'infortunio di giocatori importanti ci ha penalizzato. E’ chiaro che nessuno di noi si aspettava di trovarsi in questa posizione di classifica ma vi posso dire che alla fine di questo campionato questa squadra farà più punti di quella passata”.

GLI ERRORI DELLA SOCIETA’. “Se ci sono stati degli errori, che però io al momento non so individuare, ebbene, questi errori vanno imputati a me. Ma, come dicevo, le somme tiriamole alla fine”.

LA MAGLIA ROSSOAZZURRA. “I giocatori, finora, hanno dato il massimo: ci sono rimasto male solo per la partita di Livorno e gliel'ho anche detto. Anche l'allenatore ce la sta mettendo tutta. Ma non credo sia utile mettere pressione: non risolverebbe le cose. Poi, per carità anche Maran deve trovare le sue certezze senza sperimentare. Dobbiamo trovare la nostra identità e questo avverrà molto presto”.

I FISCHI DEL DOPO-PARMA. “Io sostengo che la squadra vada sempre incoraggiata: a fine partita contro il Parma non avrei fischiato i ragazzi. I primi ad essere scontenti se non vincono, sono proprio i giocatori. Io posso arrabbiarmi con loro se vedo che non sudano la maglia ma finora questo non è successo. Ecco perché non avrei fischiato: ed io non fischierei mai chi indossa la maglia del Catania. Incoraggiamoli, invece, questi ragazzi. Non avete idea, ad esempio, di quanta voglia ci sia di segnare al Massimino. Contro la Lazio i ragazzi erano davvero distrutti: stiamogli vicini e ne verremo fuori tutti assieme”.


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