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l'incontro

Fontanarossa modello vincente
per le imprese del territorio


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aeroporto fontanarossa, Catania, sac, tavolo per le imprese, Economia
CATANIA - Oltre tre ore di confronto e grande successo per “Le ali della libertà – il ruolo strategico dell’aeroporto di Catania nell’economia della Sicilia”, meeting promosso dal Tavolo per le imprese che ha coinvolto tutte le figure interessate al ruolo strategico del più importante scalo aeroportuale della regione. “L’aeroporto è un’infrastruttura essenziale per la nostra Isola, in passato è stato visto come serbatoio per assegnare ruoli di sottogoverno e posti di lavoro clientelari. Oggi non possiamo permetterci ancora quegli errori, perché è proprio attraverso l'aeroporto che si decide il declino o il rilancio del nostro territorio. E mi sorprende che i politici nostrani non lo abbiano capito, accettando senza reagire il declassamento a “comprehensive” che condanna l'aeroporto a non avere i finanziamenti della Commissione Europea, fondi essenziali per il suo potenziamento”. L’affermazione del Presidente di JO, Giuseppe Ursino, condensa con chiarezza il messaggio del Tavolo per le imprese, che da oggi in avanti punterà i riflettori su Fontanarossa.

Subito dopo spazio alle politiche legate al territorio ed allo sviluppo con l’analisi del professore Francesco Russo, dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, che indica la data del 30 maggio 2013 come passaggio cruciale per il futuro del sistema dei trasporti. La Sicilia scompare dal radar del circuito europeo e l’aeroporto di Catania viene classificato come “Comprehensive”, perdendo i finanziamenti destinati solo al nucleo sistema portante “Core”. “Bruxelles dà delle indicazioni ma il ruolo centrale spetta alla Regione Siciliana, il primo attore del declassamento dell’aeroporto catanese, e in seguito al ministro dei trasporti ed al Comune di Catania. Bisogna che il piano dei trasporti della Sicilia sia credibile – continua Russo - e bisogna attrezzarsi con strumenti adeguati”.

La risposta sulla questione europea dei finanziamenti e sugli aspetti legati alla gestione dell’aeroporto è naturalmente affidata all’Ing. Gaetano Mancini, amministratore delegato della SAC. “L’esclusione di Catania dalla rete “Core” non è un declassamento dell’aeroporto ma della città. I parametri europei, purtroppo, non premiano le aree con meno di un milione di abitanti come Catania anche se l’aeroporto fornisce tre milioni di persone ed il 70% del territorio siciliano. Non avremo finanziamenti – prosegue Mancini - e proprio per questo siamo intervenuti fortemente col governo regionale.” Oltre ad illustrare i numeri della gestione attuale, Mancini ha evidenziato le difficoltà del 2012, anno definito “orribile” per via della crisi economica, della delicata vicenda Windjet (1,5 milioni di passeggeri in meno) e della chiusura dell’aerostazione per i lavori sulla pista.

Il focus dell’incontro si è poi spostato sui possibili modelli di business, che sono stati illustrati dal professore Rosario Faraci dell’Università di Catania. Il docente ha sottolineato la crescita di passeggeri degli ultimi anni ma il calo della voce Cargo, settore che non genera ricavi. Catania fatica a produrre utili e nei suoi 57,60 milioni di fatturato annuale la voce costi è alimentata per il 44% dal personale. Il docente ha suggerito una possibile soluzione, coerente con l’idea di sviluppo territoriale: la gestione unitaria dei quattro aeroporti siciliani, esperienza già collaudata in altre regioni. Senza trascurare la possibilità di un Forum sugli aeroporti regionali così come avviene per le Terme di Sciacca.

Giuseppe Inturri, docente dell’Università di Catania, ha evidenziato l’effetto generato dal modello low-cost in un aeroporto minore come quello di Trapani, che però è riuscito a collegare la Sicilia con gran parte dell’Europa grazie alla politica di Ryanair, compagnia presente anche a Catania ma con tariffe più alte. Salvo Zappalà, presidente di DIMSI, ha interpretato il ruolo di portavoce del mondo del turismo: “Alitalia è tornata ad approfittarsi della poca concorrenza presente sullo scalo - afferma l’imprenditore – soprattutto dopo il fallimento della Windjet. Le tariffe praticate su Catania sono altissime e quindi è vitale interloquire con gli altri vettori”.

La chiusura del meeting è affidata a Massimiliano Floris, responsabile Enav per lo scalo catanese di Fontanarossa: “Attraverso il piano FEP abbiamo fatto risparmiare carburante alle compagnie ed abbattuto le tariffe di assistenza al volo per il 25%. Enav continuerà ad investire su Catania anche in futuro, faremo la nostra parte e chiediamo la facciano tutti, provando a sfruttare gli orari in cui ci sono meno voli. Tutti vogliono venire a Catania ed in Sicilia”.

 


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