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DDL OMOFOBIA

Arcigay e 5 Stelle:
"Un testo da bocciare"


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Conferenza stampa congiunta di Arcigay Catania e Movimento 5 Stelle sul ddl contro l’omofobia depotenziato alla Camera a colpi di emendamenti.

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CATANIA. “Un disegno di legge da bocciare”. Arcigay e il Movimento 5 Stelle fanno fronte comune contro chi, nei fatti, ha depotenziato il ddl contro l’omotransfobia a colpi di emendamenti. Nel mirino della comunità lgbt l'emendamento Verini e il subemendamento Gitti che recitano: “Ai sensi della presente legge, non costituiscono discriminazione, né istigazione alla discriminazione, la libera espressione e manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee, purché non istighino all'odio o alla violenza, né le condotte conformi al diritto vigente ovvero anche se assunte all'interno di organizzazioni che svolgono attività di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione ovvero di religione o di culto, relative all'attuazione dei principi e dei valori di rilevanza costituzionale che connotano tali organizzazioni". “Noi chiedevamo semplicemente l’estensione della legge Mancino ai reati di odio omofobico e ci siamo ritrovati un provvedimento che autorizza chi fa parte di organizzazioni politiche o religiose a dire, con la copertura delle loro associazioni, che i neri sono una razza inferiore e che i gay vanno internati nei campi di sterminio” spiega Giovanni Caloggero, Presidente di Arcigay Catania.

“E’ un testo improponibile e offensivo, a queste condizioni meglio nulla”. Il depotenziamento della legge non è piaciuto ai grillini che si sono astenuti nella votazione alla Camera e che, probabilmente, esprimeranno un voto contrario a Palazzo Madama. Difficile che un’ipotesi di correzione del testo vada in porto al Senato, tenuto conto che il Pd ha evitato di fare asse con Sel e 5 Stelle alla Camera preferendo una mediazione con Scelta Civica. L’accusa mossa ai democratici da parte di Arcigay e del Movimento di Grillo è di avere sacrificato sull’altare delle strategie politiche le istanze popolari e i diritti della comunità gay.

Del resto l’iter del ddl ha seguito una strada particolarmente lunga e ricca d’insidie. ”Per noi si trattava di una legge molto semplice, - racconta la deputata Giulia Grillo- con due soli articoli: il primo che definiva i concetti di ’identità di genere e orientamento sessuale e il secondo che estendeva la legge Mancino a chi ha un differente orientamento sessuale”. Il resto è storia recente. In aula tutto è cambiato. “Il primo articolo è stato eliminato e nel secondo sono stati inseriti i concetti di omofobia e transfobia che non esistono nel nostro ordinamento. E quindi la legge sarà difficile da attuare”.

Una legge beffa, dall’applicazione incerta che confonde libertà di espressione e libertà di insulto. “Noi di leggi manifesto non ce ne facciamo più nulla – dice a chiare lettere la deputata regionale Gianina Ciancio - E’ successo alla Camera con questa legge contro l’omofobia ed è successo in Sicilia con la legge per la doppia preferenza di genere che ha portato solo ad avere più controllo sul voto”. Duro il commento della senatrice Nunzia Catalfo che accusa chi ha voluto il sub emendamento di avere dato vita “a una legge inutile” e in controtendenza con “le raccomandazioni del Consiglio di Europa che promuove la tolleranza nelle organizzazioni politiche e religiose”. La senatrice si è impegnata pubblicamente a fare sì che in seno al Consiglio d’Europa la Commissione Diritti Umani, di cui fa parte, si pronunci sul caso italiano. A tal proposito Giulia Grillo dice: “Mi sono vergognata di fare parte del parlamento più arretrato d’Europa abitato da una classe politica vecchia e ignorante che dall’Europa prende solo lezioni di fiscalità”.

I cinque stelle sono pronti a dare battaglia in Senato, probabilmente bocciando il testo. Una possibilità che piace ad Arcigay stanca di andare a rimorchio del Pd. Molti circoli hanno manifestato sotto le sedi del Partito democratico a Palermo, Roma e Bologna. “Noi preferiamo proporci in termini positivi. – dice Caloggero – Piuttosto che inseguire i nemici, preferiamo cercare gli amici che si sono dimostrati tali”. A proficua collaborazione con il movimento si somma un tentativo di interlocuzione con le istituzioni locali.

Caloggero annuncia che questo pomeriggio avrà luogo un incontro con il sindaco Enzo Bianco. “Andremo a fare una serie di richieste, tra cui il registro delle unioni civili che è un atto simbolico”. “Ma chiederemo- aggiunge- anche provvedimenti in maniera sanitaria e l’assegnazione di un immobile confiscato alla mafia per anziani e giovani omosessuali che vengono da culture omofobe e sono stati cacciati di casa”. Diverso il caso regionale. Nei prossimi giorni l’associazione farà pressione sul Presidente Crocetta reo di avere “disatteso tutte le sue promesse elettorali”.


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