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Comitato Leonardo

Arancia Rossa di Sicilia
Apripista del Made in Italy


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“La nostra terra – ha spiegato il sindaco Bianco che ha aperto la manifestazione - e in particolare la parte sud orientale della Sicilia, ha grandi problemi ma fortunatamente anche grandi potenzialità".

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CATANIA – Arancia rossa di Sicilia, prodotto d’eccellenza, e “immensamente siciliano”: parole che calzano a pennello, a margine del VIII Incontro, che si è tenuto quest’oggi, del Comitato Leonardo con il Territorio su “Tecnologia, Innovazione, e marketing: le sfide per una nuova industria”. Un evento ospitato dalla Agroindustry Advanced Tecnologies, sita al Blocco Palma I (zona industriale), meglio conosciuta per il marchio “OranFresh”. Ovvero, l’industria etnea leader in Sicilia nello sviluppo di macchine agroindustriali, attraverso “l’impiego di tecnologie e processi brevettati altamente innovativi”, con l’obiettivo ultimo di soddisfare la crescente domanda di “ healthy food”.

Nell’ambito della promozione dell’immagine del paese il Comitato Leonardo, dunque, per la prima volta a Catania, ha dedicato al settore agroalimentare l’incontro di oggi, rivolgendo uno speciale plauso all’industria del cavaliere Salvatore Torrisi. Secondo il Comitato, infatti, quello di Oranfresh è un successo nato da un’intuizione imprenditoriale, che ha permesso nel tempo di trasformare una risorsa naturale del proprio territorio in ricchezza, puntando, in termini di asset industriale, sempre più su qualità e innovazione. “Il settore agroalimentare – ha dichiarato da Luisa Todini, presidente del Comitato Leonardo – è uno dei pilastri dell’industria manifatturiera, e apripista del Made in Italy nel mondo con un export pari a 33 miliardi di euro. Le imprese siciliane – ha continuato – rappresentano una voce importante all’interno del settore, e si dimostrano consapevoli di proiettarsi sui mercati internazionali”. Secondo i dati ICE, infatti, le nel 2012 , “le esportazioni complessive della Regione sono cresciute del 21,5% rispetto al 2012, e nell’agroalimentare si è registrata nei primi mesi del 2013 una crescita dell’export pari al 7%”.

“La nostra terra – ha spiegato il sindaco Bianco che ha aperto la manifestazione - e in particolare la parte sud orientale della Sicilia, ha grandi problemi ma fortunatamente anche grandi potenzialità. Ringrazio il Comitato Leonardo, la presidente Luisa Todini per questa bella opportunità e del presidente Salvatore Torrisi. Penso al credito d’imposta – prosegue il sindaco - e alla defiscalizzazione per le piccole e medie imprese che facciano innovazione con la ricerca applicata. Altra sfida importante per il nostro futuro e per vincere nella agguerrita competizione con gli altri – conclude – è il governo del territorio, perchè metta insieme attori diversi per fare sistema”.

E dopo i saluti del sindaco, insieme a quelli del Magnifico Rettore Giacomo Pignataro, la parola è passata ai tantissimi ospiti e rappresentanti del mondo istituzionale, industriale nazionale, e locale. I vari partecipanti non si sono, certamente, dispensati dall’analizzare attraverso uno sguardo anche critico, il complessivo stato di salute del sistema economico siciliano. “ La Sicilia – ha sottolineato Ivan Lo Bello, vice presidente di Confindustria – rimarrà ancora in recessione l’anno prossimo. E ciò non dipende da ragioni squisitamente macroeconomiche. La crisi è dovuta anche a cambiamenti epocali. Sicuramente nel passato c’è stata una cultura sbagliata dal carattere clientelare che ha messo in un angolo gli imprenditori meritevoli. Abbiamo una grande fortuna data dalla natura – conclude – ma solo questa non può bastare per il rilancio. Occorrono capacità di marketing e strategie d’innovazione”.

Ma non è mancata neanche la riflessione dal respiro europeista. Presente al dibattito, infatti, anche Giovanni La Via, membro della Commissione Agricoltura al Parlamento Europeo, il quale ha fatto presente di come l’Europa guardi alla Sicilia in termini di sviluppo e crescita economica. E i dati emersi, purtroppo, non sono quelli sperati. “ L’Europa – ha detto La Via – ci guarderà almeno fino al 2020 come dei beneficiari di risorse importanti e cospicue. Stanziamenti che si aggirano intorno al 16%, di quelli destinati ai processi di sviluppo rurale, ma che non siamo stati in grado di utilizzare, evidentemente. Abbiamo tutti gli strumenti, – precisa – ma per essere competitivi nei mercati ampi, abbiamo bisogno di mettere in campo continua innovazione. Questa – conclude –dovrà essere la sfida per l’imminente futuro di questa terra”.

Uno sbagliato utilizzo delle risorse europee a disposizione, è un punto sul quale tutti sembrano concordare, compreso Giuseppe Castiglione, Sottosegretario alle Politiche Agricole, che ha concluso l’intervento di oggi. “E’ ora di una politica alta – ha affermato Castiglione. La politica che la Sicilia stava aspettando, insieme alla provincia di Catania. Ringrazio il cavaliere Torrisi per quanto fatto, per la nostra Sicilia, a dimostrazione di una grande lungimiranza imprenditoriale. Occorre lavorare e rivalutare il settore agricolo – prosegue – puntando verso i nuovi mercati emergenti. Del resto – conclude ironicamente - come dice il mio amico Renzi fare l’agricoltore è cool”.

 


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